Narcisismo e società odierna: Il danno dell’immagine

È fatto indiscusso che l’uomo sia influenzato dalla società in cui vive e viceversa, perciò quale potrà mai essere il prodotto di una società che sacrifica l’ambiente naturale al profitto, dimostrando così la sua insensibilità per le esigenze umane?

La Società, il Potere e il Culto del Narcisismo


In una società in cui il potere e il successo sono diventati la massima aspirazione dell’uomo, diventa sempre più attuale il detto «il fine giustifica i mezzi». L’uomo, spinto dall’attuale assetto societario, tende sempre più a negare i propri sentimenti, considerati di intralcio al raggiungimento dell’obiettivo principale di costruzione di un’immagine di potere. Si arriva così al limite della deumanizzazione di sé e degli altri. È quindi in questo, che potremmo definire “culto del narcisismo”, che uomo e società si influenzano. 

L’Occidente è la mano che plasma il Narciso?

Per capire quanto la diffusione del narcisismo dipenda dalla cultura occidentale odierna, basti pensare al modo in cui nella società vittoriana ha favorito il proliferare dell’isteria. La cultura vittoriana favoriva lo sviluppo di sentimenti intensi, ma imponeva controlli precisi e severi alla loro espressione, in particolare nella sfera della sessualità. Questo portava all’isteria. La cultura odierna, al contrario, impone un minor numero di limitazioni al comportamento e, anzi, incoraggia ad agire gli impulsi sessuali in nome della liberazione, minimizzando l’importanza del sentimento. Il risultato è il narcisismo.

Si potrebbe anche dire che la cultura vittoriana insisteva sull’amore senza sesso mentre la presente enfatizza il sesso senza l’amore. La tendenza narcisista è quindi quella della negazione dei sentimenti con la conseguente perdita della propria identità e distruzione del rapporto con l’altro. Quando neghiamo i nostri sentimenti, neghiamo anche che gli altri ne abbiano. Non si vedono gli altri come persone reali e di conseguenza non si riuscirà mai a relazionarcisi. Ma l’identità della persona nasce proprio dalla relazione. Un esempio eclatante è dato dal momento del parto, in cui un individuo nasce dall’altro e scoppia in un pianto disperato a causa della perdita di quella dimensione di felicità immensa che solo l’innamoramento potrà poi recuperare.

Si pensi al mito di Aristofane: l’uomo e la donna erano originariamente uniti in un solo corpo ma, quando Zeus si rese conto della loro potenza, li divise in modo che si sarebbero indeboliti e da questo momento si diede inizio alla ricerca della propria metà mancante per poter riconquistare l’antica unità. Al desiderio e alla ricerca dell’intero si dà il nome di amore. L’uomo nasce nell’ amplesso, è una malinconia della perdita dell’antica unità. Il narcisista usa il sesso come sostituto dell’amore e dell’intimità poiché queste ultime lo renderebbero vulnerabile al dolore e alla sofferenza causati da un possibile rifiuto.

Deve mantenere il controllo della relazione. Possiamo comprendere come, in realtà, ogni narcisista ha una profonda paura delle umiliazioni perché nella sua immagine grandiosa è implicito un senso di inadeguatezza. I narcisisti amano, infatti, la propria immagine, non il proprio sé reale. Ciò che fanno, così come anche l’ammirazione che ricevono dall’esterno, incrementa l’immagine, spesso a scapito del senso di sé.

Il mito di Narciso

La Religione dell’Immagine e il Narcisismo sono ormai la regola 



Il concetto di immagine è un altro grande aspetto diffuso nella società, a cui si dà ormai un’immensa importanza: tutti vogliono raggiungere l’ideale del corpo magro, compatto e forte, in grado di muoversi su comando della volontà con l’efficienza di una macchina. Una delle caratteristiche più ricercate al giorno d’oggi è l’addome piatto, visto molto spesso come il massimo raggiungimento della perfezione. Ma, pensandoci, una cosa piatta è una cosa senza gusto, senza fascino, appiattire un rapporto significa banalizzarlo e, in termini psicologici, la parola piattezza riferita all’emotività indica mancanza di sentimenti. Capiamo quindi perché la piattezza sia considerata dai narcisisti, così come anche dalla società in generale, una qualità.

Prestazione è una strega che trasforma l’uomo in macchina

Per funzionare al ritmo di una macchina, oltre che avere un corpo prestante, bisogna diventare delle macchine, bisogna, cioè, rendere insensibile il corpo a qualsiasi stimolazione e negare i sentimenti che risulterebbero di troppo. TV e radio sono i mezzi principali attraverso i quali si può sviluppare questa desensibilizzazione: distolgono l’individuo da se stesso e lo allontanano dai propri sentimenti. Le notizie dei media sono particolarmente disturbanti perché provocano sentimenti che non possono essere espressi.

Si impara presto a non lasciarsi influenzare, ma questo vuol dire che si è rinforzato il proprio scudo contro gli stimoli. In realtà è innegabile che l’uomo abbia bisogno di stimolazioni, ma c’è bisogno anche di un equilibrio. Un eccesso può essere dannoso quanto una carenza di stimolazioni. Da un lato, l’effetto principale di una carenza di cure e di attenzioni è la soppressione nel bambino del sentimento del desiderio, e specificamente del desiderio di contatto con il corpo della madre, che rappresenta amore, calore e sicurezza. Questo sentimento viene soffocato perché è troppo doloroso volere disperatamente qualcosa che non si può avere. Ma senza questo sentimento è difficile sentire una profonda vicinanza e intimità fisica con un altro essere umano. Tutti i narcisisti hanno questo problema, problema che non può essere risolto finché non viene riattivato il sentimento del desiderio.

Le Metropoli sono il centro del disordine velocizzato


Dall’altro lato, abbiamo invece l’eccesso di stimolazioni, una condizione generale nelle città del mondo occidentale. La società richiede un’attività continua; la gente è indaffarata a guadagnare soldi, a spenderli, ad aver cura delle cose che compra. I bisogni di affiliazione, emotivi e psicologici, dell’uomo vengono posti in secondo piano perché non c’è tempo per pensare, bisogna agire. 

Eppure, sembra che la gente abbia bisogno di tutta questa attività. Può darsi che ci sia troppo da fare, però il troppo poco lascia annoiati e inquieti. Si sente continuamente il bisogno di programmi eccitanti: finita un’attività, ne comincia subito un’altra. I giovani d’oggi sono stati definiti la generazione dell’azione, con un’espressione che implica una valutazione positiva della loro attività costante. La loro irrequietezza, tuttavia, deriva dall’incapacità di stare fermi. Si sentono vivi solo quando agiscono, ma il loro agire è una difesa contro l’essere e il sentire. Per molti le droghe sono un mezzo per fuggire da un senso intollerabile di vuoto o di noia. Poiché la vita senza sentimenti è priva di significato, si fa ricorso a qualsiasi droga che prometta sensazioni di eccitamento e di vitalità.

Psicotropi come mezzi per controllare la Noia

Gli allucinogeni sembrano promettere tutto questo, ma l’aumento di sensazioni che procurano va a scapito dei veri sentimenti. Tutte le droghe sono veleni selettivi e rendono insensibile il corpo. Ed è proprio l’insensibilità del corpo a permettere un aumento delle sensazioni. La tendenza a evadere dalla realtà è molto forte nella nostra società. L’impiego diffuso di droghe e alcool, soprattutto da parte dei giovani, lo testimonia. Molto spesso ci si rivolge alle droghe perché non si sa affrontare l’eccessiva stimolazione alla quale si è sottoposti. La gente ha bisogno di questa stimolazione:

Serve per sentirsi vivi. 

Questa è la natura del nuovo edonismo, che non è ossessione del piacere, ma ricerca di stimoli e sensazioni per vincere la mancanza di emozioni nel proprio corpo.