Nel fiume in secca dell’informazione mainstream italiana, i referendum che si terranno il prossimo 8 e 9 giugno 2025 sono praticamente inesistenti nel dibattito pubblico.
A prescindere se si sia un elettore di destra, di sinistra o di centro; i referendum sono uno strumento di democrazia diretta al quale tutte e tutti le cittadine e i cittadini italiane ed italiani, che hanno compiuto 18 anni possono e devono partecipare.
La Guida
L’articolo 48 della Costituzione italiana sancisce chiaramente al comma 2:
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
Infatti, i quesiti referendiari sui quali saremo tutte e tutti chiamati ad esprimerci sono dei referendum abrogativi: ovvero le cittadine e i cittadini italiane ed italiani sono chiamate e chiamati a decidere se abrogare o meno delle leggi già vigenti, o totalmente o solo in alcune parti di esse.
I referendum abrogativi sono regolamentati dall’articolo 75 della Costituzione italiana che ne sancisce come devono essere presentati e le modalità di voto:
E` indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
La stessa Costituzione ne stabilisce anche la validità, sempre all’articolo 75, comma 3, attraverso il raggiungimento del c.d. “quorum“: il referendum, affinché sia considerato valido nel voto, deve raggiungere (come minimo) l’affluenza del 50% + 1 degli aventi diritto:
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
Ma qui non è solo questione di “raggiungimento del quorum” affinchè la votazione risulti valida; bensì è importante informare sul perché sia importante andare a votare (a seconda di come la si pensi sui quesiti referendari) perché sono argomenti che ci riguardano, nella nostra vita quotidiana.
I quesiti referendari son quattro sulle tematiche del lavoro e uno sulla cittadinanza.
In quest’articolo vedremo che cosa c’è scritto e cosa cambierà se verranno approvati questi cinque referendum:
- Primo quesito sui “Licenziamenti illeggitimi e contratto a tutele crescenti“: il quesito si pone, qualora passasse, l’abrogazione di una delle riforme del Jobs Act del governo Renzi del 2015 riguardante il “contratto indeterminato a tutele crescenti” e quindi il ritorno alla precedente normativa che prevede la reintegrazione sul posto di lavoro del lavoratore subordinato in caso di licenziamento illegittimo. La disciplina attuale prevede la reintegrazione, oltre al pagamento di un’indennità variabile, solo in caso di non veridicità del fatto, di licenziamento orale, di licenziamento discriminatorio ex art. 15 legge 300/1970 e di licenziamento illecito/ritorsivo. Negli altri casi di licenziamento illegittimo (ad esempio di licenziamento sproporzionato) è previsto solo un risarcimento deciso dal giudice del lavoro.
- Secondo quesito su “Indennità per licenziamenti nelle piccole imprese“: con l’approvazione di questo quesito, verrà rimosso il tetto massimo all’indennità per licenziamenti illegittimi per le aziende con meno di quindici dipendenti, consentendo al giudice del lavoro di stabilire un indennizzo senza alcun limite imposto. Attualmente la norma pone il limite imposto ai giudici del lavoro per quantificare l’indennità ad un massimo di sei mensilità.
- Terzo quesito su “Contratti a termine“: con l’approvazione di questo quesito, verranno abrogate alcune norme riguardanti l’instaurazione di rapporti di lavoro subordinati a tempo determinato assieme alle condizioni per il rinnovo e le prologhe. Ritornerebbe la precedente normativa in vigore prima del D.L 15 Giugno 2015 n°81.
- Quarto quesito sulla “Responsabilità solidale negli appalti“: con l’approvazione di questo quesito, verrà abrogata la norma che esclude la responsabilità solidale del committente, dell’appaltatore e del subappaltatore per gli infortuni sul lavoro derivanti da rischi specifici dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.
- Quinto ed ultimo quesito sulla “Cittadinanza italiana per stranieri“: con l’approvazione di questo quesito, non vengono toccate le normative già vigenti sui requisiti per l’ottenimento della cittadinanza italiana da parte degli stranieri, bensì verrà abrogata la parte dell’attuale norma che richiede un periodo di 10 anni di residenza legale in Italia agli stranieri extracomunitari. Il periodo ritornerà così come da normativa precedente a 5 anni.
Molte sono le polemiche che hanno alimentato il dibattito della politica italiana in questi mesi, e una delle recenti è la chiamata all’astensione della maggior parte dei partiti di governo e dell’attuale maggioranza di centro-destra.
Le opposizioni hanno fortemente criticato le parole della seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha invitato le cittadine e i cittadini a “disertare” le urne referendarie.
Come già scritto in quest’articolo, la Costituzione sancisce che il voto è un dovere civico, non c’è alcun divieto in essa o in alcuna legge che impedisca a tutte ed a tutti le cittadine e i cittadini di astenersi dal voto.
Ci sentiamo però in dovere di fare un appello alle ed ai votanti di andare alle urne (a seconda di come la si pensi su ciascun quesito), perché solo con il voto referendario noi abbiamo la possibilità di far sentire la nostra voce direttamente su questioni così importanti.
Come ha anche detto il famoso storico italiano Alessandro Barbero, il voto al referendum è espressione di quella democrazia diretta, che è un’eredità pervenuta sino a noi dall’antica democrazia ateniese, un esercizio di pura decisione, che parte dal basso, dove chiunque può incidere nelle decisioni che lo riguardano da vicino.
Ed infine, aggiungiamo, l’astensione è già un voto. Si è un voto, che viene delegato a qualcun altro che deciderà per noi le nostre sorti.
In fondo… se qualcuno vi invita ad andare al mare, al lago, al fiume, in montagna per quei giorni, voi dite anche di “Sì”, però prima recatevi ai seggi e dopo potete andare serene e sereni dove volete, sapendo che avete fatto il vostro dovere da cittadine e cittadini consapevoli del proprio diritto di voto, conquistato con il sangue di tantissime e tantissimi donne e uomini che sono morte e morti per mettere una “X” su quella scheda.
Buon voto.
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