Fiorenza Pezzuto nasce a Nardò il 28/01/98. Dalla nascita del suo nome d’arte, Delfi, sino alla pubblicazione del suo primo singolo “Oracoli”, proveremo a ripercorrere insieme a lei i primi passi che l’hanno portata al suo primo esordio da solista.
Partiamo dal principio: il tuo primo ricordo con la musica.
«Il primo ricordo con la musica, quello più vivido, risale a quando avevo otto o nove anni. La scuola organizzava degli incontri con degli insegnanti di musica e durante questo periodo ricordo che prendevo dei pezzi di carta da casa, tendenzialmente la parte posteriore dei calendari, e iniziavo a scrivere dei testi. Erano ancora poco carini, chiaramente, però mi piaceva e spesso volevo partecipare a questi incontri per cantare. A casa avevo anche una tastiera e ho iniziato a suonicchiare da autodidatta, non sapendo le note.»
Mi ha colpito il nome d’arte che usi, Delfi. Puoi spiegarci brevemente la sua origine?
«”Delfi” nasce sulle scalinate di una chiesa. Cercavo un nome d’arte che rappresentasse il progetto e quindi qualcosa che fosse al di fuori della mia persona. Parlando con un amico di storia greca esce il nome Delfi. Mi piace, suona bene, mi informo e scopro che a Delfi, città greca, è situato il tempio di Apollo. Al di sopra del tempio c’è una frase che significa “Conosci te stesso“. Ho iniziato a scrivere un anno e mezzo fa e, dato che la mia scrittura è sempre stata, sino ad ora, introspettiva, ho preso questo episodio come un segnale; il nome “Delfi” mi è sembrato molto calzante per ciò che volevo realizzare.»
Anche il tuo primo singolo “Oracoli” è legato al mondo classico. Parlaci un po’ della sua nascita.
«Questa domanda fa molto ridere. “Oracoli” nasce a luglio 2023, mentre il nome nasce nel novembre successivo. Fa molto ridere perché sono due cose nate in due momenti diversi, completamente slegate, per quanto apparentemente sembrino studiate a tavolino. In realtà non è così perché “Oracoli” non è inteso nel senso classico del termine ma, all’interno della canzone, è più metaforico.
“Oracoli” è una canzone principalmente d’amore e ruota attorno ai pensieri relativi al futuro: una ragazza si rende conto che, per quanto ami la persona con cui sta condividendo il suo tempo, non può andare avanti perché loro non vogliono le stesse cose nella vita e bisogna, quindi, compiere delle scelte. Gli oracoli sono i sogni che si spera possano avverarsi e le illusioni a cui ci si aggrappa per evitare di soffrire. Nel momento in cui la verità viene fuori, e quindi sai che non puoi più andare avanti, la scelta non è semplice da prendere ma è semplice da vedere.»
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Allontaniamoci per un secondo dal mondo classico. Hai qualche artista di riferimento nel panorama musicale?
«La domanda sui riferimenti nel piano musicale è sempre tosta. Ascolto di tutto però posso dire che, da quando ho iniziato a scrivere, mi rendo conto di avere delle influenze più specifiche. Il cantautorato italiano è una fonte di ispirazione molto alta, perché con la semplicità delle parole riesce a rendere delle emozioni molto intense; quella purezza che viene trasmessa sicuramente è di ispirazione. Mi vengono in mente Battisti, Dalla e, tornando a un contesto più contemporaneo, Brunori Sas e ultimamente anche Margherita Vicario.»
Sei in contatto con realtà locali simili alla tua?
«Al momento sì, sono relativamente da poco in contatto con delle realtà musicali vicine alla mia. Da un anno a questa parte ho iniziato a collaborare come autrice con il produttore che poi effettivamente ha prodotto la mia canzone, Matteo Tornesello per Rusty Records. L’ho affiancato nella stesura e nella correzione di testi di alcuni artisti locali emergenti come Zhara, Monnalisa, Uramaki.»
Si sente spesso parlare di una certa “difficoltà” per alcune realtà del sud. Credi ne sia vittima anche la musica?
«Ci sono varie categorie in cui questa domanda può avere delle risposte. Se parliamo di musica live e concerti sicuramente non vengono a mancare le occasioni nel periodo estivo, perché c’è un boom a livello di richiesta. Nel periodo invernale è una cosa un po’ messa da parte, quindi in questo caso potrei dire che non è proprio il luogo migliore dove approfondire questa passione.
Per quanto riguarda, invece, il trovare persone che possano produrti, non credo siano numerose le realtà che abbiamo qui. Esistono, e con alcune di queste realtà sono stata anche in contatto, però non è la stessa cosa rispetto al trovarsi in una città più grande dove ci sono delle richieste diverse e dei servizi diversi in questo senso. Non la definirei difficile, però è più difficile proseguire per la strada che vorresti intraprendere.»
Quali sono i prossimi eventi che ti vedranno protagonista?
«Al momento non li ho in scaletta. L’unica cosa che ho in scaletta è far uscire “la canzone “Oracoli” il 26 gennaio. Faccio parte di un duo acustico e ci esibiamo principalmente con cover di cantautori italiani, quindi i prossimi eventi su cui sicuramente vi terrò aggiornati sono serate dal vivo. Puntiamo a trovarle nella zona di Lecce o comunque nella provincia, e da lì vedremo cosa succederà.»
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