CHEESE, tra le pagine e il corpo

L’arte del fumetto è in grado di affrontare anche storie di vita intime e difficili da condividere, come quelle segnate da un disturbo alimentare. Con questo articolo vi presentiamo “CHEESE” di Zuzu, nome d’arte di Giulia Spagnulo.

Il fumetto di Zuzu


A chi non piace il formaggio?

A chi non piace sentirsi accettato e voluto?

Ma soprattutto, a chi non piacerebbe avere un corpo perfetto?

È così che si apre il fumetto di Zuzu, nome d’arte di Giulia Spagnulo, appena ventenne quando pubblica il suo primo fumetto, CHEESE.

Il fumetto è la storia personale di una ragazza che tenta di vivere normalmente la vita, ma dentro di sé combatte con dei mostri difficili da esternare, e pensa di essere completamente sola contro uno di questi,  più comune di quanto non pensiamo: la bulimia

Quest’ultima è solo uno dei tanti disturbi alimentari conosciuti, che si possono presentare in diversi modi e possono essere affrontati in modi ancora più numerosi. 

Un odio viscerale


Definirei la bulimia come uno dei disturbi più subdoli: essere bulimici significa lasciarsi andare, riempiersi di cibo, per poi essere presi da un rimorso tale da decidere di rigettare tutto fuori (chiedo scusa ai lettori un po’ sensibili al vomito).

Tutto ciò con l’obiettivo di perdere peso, per rientrare in standard impossibili da raggiungere che danneggiano non solo la salute fisica, ma anche quella mentale. 

Tali disturbi possono riscontrarsi in entrambi i sessi, anche se nel caso degli uomini è un po’ più difficile che ci sia una diagnosi o che il paziente stesso riconosca il problema e chieda aiuto (ripetiamo insieme: la presenza del cromosoma Y non ti impedisce di dimostrare emozioni “da femmina”).

Soffermandosi su ciò che avviene nel corpo femminile, questo va incontro a diversi malfunzionamenti: dalla perdita di capelli a un ciclo mestruale irregolare, che porta con sé disfunzioni ormonali clinicamente rilevanti. Questi ultimi non sono da sottovalutare, in quanto possono influire sull’umore e sullo stato d’animo di un individuo. 

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La storia di Zuzu


Tralasciando ora l’aspetto scientifico, torniamo a esplorare il fumetto in sé.

Zuzu vive la sua normale vita da ragazza di città, passando la maggior parte del suo tempo con gli amici di sempre, Dario e Riccardo.

Non ci sono colori nelle tavole di questo fumetto (un bel gesto inclusivo) e sembra ambientato in un universo parallelo, dove preoccupazioni, ansie e paure si manifestano per mezzo del cibo e del rapporto con esso.

Ciò a cui raramente ci si riferisce sono le motivazioni alla base di un disturbo alimentare, non sempre legato alla ricerca di un fisico perfetto.

Come ci fa capire Zuzu nel fumetto, il disturbo alimentare è anche sintomo del sentirsi completamente inadeguati e fuori luogo, mai abbastanza all’altezza.

Si cerca di riempire in malo modo un vuoto, e ci si trova in un limbo da cui è quasi impossibile uscire.

Però, Zuzu l’ha fatto, c’è riuscita! 

Tutto cambia


La sua opera è un grido di speranza, di ribellione, di amore verso sé stessi e verso la vita.

Se dovessi usare una parola per descrivere questa storia sarebbe “agitazione”: nel modo di raccontare, di parlare dei problemi e di come affrontarli, nel disegno e nella forma…

È tutto un equilibrio instabile che porta a divorare il fumetto e ad avere fame di storie come questa, accompagnata da una sazietà d’amore

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