AttualMente: quello che non sai sulla salute mentale e il benessere psicologico

Il concetto di benessere psicologico, strettamente connesso a quello di salute mentale, è molto complesso. Un tema delicato, ampiamente discusso, ma che nel quotidiano si riduce a poche cose, dette anche male.

AttualMente: un viaggio all’interno di noi stessi

Tra stereotipi e tabù, l’intento di AttualMente è quello di scoperchiare un vaso di Pandora che è rimasto chiuso troppo a lungo, con l’aiuto fondamentale della Dott.ssa Luana Pellegrino, psicologa e psicoterapeuta.

Saper cogliere la sinergia che parte dai pensieri, passando per le emozioni sino a plasmarsi in comportamenti adeguati alle situazioni più insidiose è l’obiettivo.

È questa la missione che ci si pone: entrare nei problemi senza lasciarne macchie ma balsamo capace di svolgere un azione terapeutica, non sempre risolutiva ma in grado, comunque, di muovere la propria vita verso un nuovo cammino-stavolta-con gli strumenti giusti.

Intervista alla dott.ssa Luana Pellegrino

Buongiorno dottoressa. Grazie per aver accettato questa intervista. Il suo approccio terapeutico è il cognitivo comportamentale. Può dirci di cosa si tratta? Questo vuol dire che ci sono diversi approcci?

Buongiorno, grazie a voi. In Psicologia esistono diversi approcci psicoterapeutici, che si differenziano in base al modello terapeutico e al disagio trattato.

Ogni Psicoterapeuta ha scelto di adottare un modello teorico di riferimento, dove il disagio e il disturbo vengono trattati secondo una particolare organizzazione della terapia.

Il mio approccio di riferimento è appunto quello cognitivo comportamentale, che si focalizza sia sui pensieri che sui comportamenti delle persone.

Pensieri, emozioni e comportamenti

In pratica, questo approccio evidenzia una stretta relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti.

Ogni nostro problema emotivo è per il modello quindi influenzato dal nostro modo di sentire, pensare ed agire, pertanto bisogna lavorare contemporaneamente su questi tre fronti.

Questo è un approccio concreto e mirato al problema e numerose evidenze scientifiche ne dimostrano l’efficacia per una vasta gamma di disturbi psichici.


AttualMente: Quali sono i malesseri e i disturbi più frequenti per la società in cui viviamo attualmente?

I disturbi più diffusi sono depressione, disturbi d’ansia, disturbi del comportamento alimentare e dipendenze.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il peso globale dei disturbi mentali continua a crescere con un conseguente impatto sulla salute e sui principali aspetti sociali, umani ed economici in tutti i Paesi del mondo.

A tal proposito bisogna sottolineare che i sistemi sanitari non hanno ancora risposto adeguatamente al peso globale di malattia correlato ai disturbi mentali. Il divario tra la necessità di trattamento e la sua reale offerta è molto ampio in tutto il mondo.

Nei Paesi a basso e medio reddito, il 76-85% delle persone con disturbi mentali non riceve alcun trattamento mentre in quelli ad alto reddito si scende a valori che variano tra il 35-50%.


AttualMente: Spesso è difficile chiedere aiuto. Si prova vergogna, la paura tende a soffocare la richiesta di soccorso. Come si potrebbe intervenire a riguardo?

Purtroppo ci sono ancora troppi tabù e falsi miti sulla figura dello psicologo.

Credo che un buon punto di partenza sia quello di far diventare lo psicologo una figura centrale all’interno delle scuole, perché la vera rivoluzione può essere fatta proprio attraverso e grazie alle nuove generazioni.

Bisognerebbe fare anche tanta informazione al fine di comprendere che lo psicologo non è quello che spesso si ritiene essere:

il Dottore dei Matti

Lo stereotipo che mortifica una professione essenziale

ma è una figura medica come lo sono un pediatra, un dentista e un dermatologo.

Perciò, se porto mio figlio dal pediatra perché ha mal di gola, o dal dentista perché ha mal di denti, perché non portarlo dallo psicologo se sta attraversando una fase in cui ha bisogno d’aiuto?


AttualMente: Si parla frequentemente del paziente, ma è altrettanto importante parlare anche di chi sta accanto al paziente. Quale potrebbe essere un comportamento utile da parte dei cari? Come la gente in generale potrebbe essere d’aiuto?

Effettivamente ci si concentra spesso e solo sul paziente quando sarebbe fondamentale per la buona riuscita del trattamento stesso che ci si concentri anche sulle persone che sono accanto al paziente per aiutarle a comprendere di cosa parliamo e di come stare nel modo giusto vicino alla persona che presenta un problema psicologico.

Spesso alcuni disturbi sono mantenuti in vivo proprio dalle persone che sono vicine al paziente, per questo sarebbe utile un percorso di psico-educazione con le stesse.

Ma è anche vero che non sempre c’è la disponibilità da parte del paziente a coinvolgere familiari o altre persone all’interno del loro percorso.


AttualMente: Ad un certo punto ci si ritrova ad affrontare momenti difficili nella vita, e questo non comporta necessariamente ad avere una patologia. Perché si fa ancora fatica ad accettare la stanchezza, l’affanno, il bisogno di un supporto? Non dovrebbe essere normale “poter fallire”?

Il vero danno lo fa la società odierna dove c’è il forte bisogno e la forte necessità di dover mostrare di essere forti, di essere Wonder Woman o Superman.

Dove dobbiamo dimostrare di riuscire a farcela da soli, di essere sempre al top, felici, soddisfatti.

(Luana Pellegrino)

Dovremmo imparare a normalizzare le emozioni negative, i fallimenti, le paure. Se solo facessimo questo riusciremmo ad accettare che siamo anche fragili e che talvolta abbiamo bisogno di chiedere aiuto, ma non per questo siamo meno forti e meno coraggiosi.

Anzi, ci vuole più coraggio a riconoscere i propri limiti e affidarsi a qualcuno.


AttualMente: Per chi invece soffre di una particolare patologia o disturbo, potrebbe essere più difficile anche affrontare l’argomento in pubblico. Sentiamo talmente tante espressioni ironiche infelici e stereotipate, come “a te ci vuole uno bravo”, “quello è depresso”, che spesso non pensiamo a come deve sentirsi chi ha davvero un problema. Riusciamo a prestare una certa attenzione a determinate espressioni che riguardano la disabilità fisica, ma non ci curiamo di chi soffre per dei problemi di salute mentale. Possiamo fare qualcosa a riguardo?

Sicuramente potremmo smetterla di giudicare chi soffre di una patologia psicologica, potremmo smetterla di pensare che sia tutto una finzione per cercare di richiamare l’attenzione altrui.

Ecco ciò che potremmo iniziare a fare davvero è dare importanza e voce anche alla salute mentale proprio come facciamo con quella fisica. Dovremmo imparare a non parlare di salute di serie A e salute di serie B.

La salute è salute sia essa fisica, sia essa mentale.


AttualMente: Prendere la vita con ironia: anche per la sanità mentale è così? Quando è giusto ironizzare?

Più che ironizzare se ne dovrebbe parlare.

L’ironia non è l’equivalente di una terapia

Sarebbe davvero un enorme passo avanti per poter parlare con le persone che ci circondano di un problema piscologico che ci affligge, che ci fa star male, senza provare vergogna alcuna o senza aver paura di essere giudicati come dei folli.


AttualMente: Piccola curiosità: anche gli psicologi vanno dagli psicologi?

Assolutamente sì:

è bene che uno psicologo, qualora avesse un momento di fragilità, faccia riferimento ad un collega per poter parlare apertamente del suo turbamento, al fine di mettere in atto le azioni giuste ed opportune per superare la cosa.

Onestamente, non saprei immaginare una cosa diversa da questa. Un dentista non toglie a sé stesso un dente del giudizio, perché uno psicologo dovrebbe fare da sé se ha un problema psicologico o una difficoltà?

AttualMente siamo tutti fragilmente umani

Questo è lo scopo di AttualMente: capire cosa succede alla nostra mente nel nostro quotidiano, nella nostra epoca. Siamo parte di un’umanità imperfetta, fatta di cose belle e cose brutte, come ogni cosa al mondo. Quello che possiamo fare è accettare, e capire che anche nelle cose negative c’è sempre un lato positivo. Frase fatta, ma fatta da chi? E se l’abbiamo fatta, un motivo ci sarà.

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Requiem Pamphlet & Luana Pellegrino