(Credits immagine in copertina: @ascalone_1740)
Storia del pasticciotto leccese
Il pasticciotto leccese è un simbolo della tradizione dolciaria salentina, nato nel 1745 a Galatina grazie all’ingegno del signor Ascalone. Da allora, la famiglia Ascalone ha custodito e tramandato questa delizia, rendendola celebre ben oltre i confini pugliesi e lasciando un marchio eterno sulla salentinità. La storica pasticceria Ascalone continua a deliziare i palati di residenti e visitatori, mantenendo viva una tradizione secolare.
Oggi a guidare la pasticceria ci sono gli attuali eredi di Andrea Ascalone: Salvatore David Ascalone, conosciuto da tutti come Davide, affiancato dal nipote Vincenzo Stifani, figlio della sorella Sabrina, che lavora dietro le quinte con dedizione. A completare la squadra di famiglia c’è Elisa, moglie di Davide e punto di riferimento per la vendita, e Giorgia, loro figlia. Grazie alla disponibilità di Davide e Giorgia, questa intervista ci permette di immergerci nella ricca storia della famiglia Ascalone, custode di una tradizione secolare, e nel mondo del loro celebre pasticciotto, per un affascinante viaggio nella cultura della terra del sole, del mare e del vento.

L’intervista alla famiglia Ascalone
La vostra famiglia ha creato il pasticciotto nel 1745. Come è nata l’idea di questo dolce e come si è evoluta la sua preparazione nel corso dei secoli?
«Il pasticciotto nasce quasi per sbaglio, da avanzi di frolla e crema, inseriti all’interno di una formetta di rame e cotto ad altissime temperature. Nel corso dei secoli la sua preparazione è rimasta sempre la stessa, seguendo gli stessi passaggi, probabilmente con un aiuto in più dovuto all’innovazione delle macchine come la planetaria per impastare la frolla o il ‘cuoci crema’ per realizzare un’ottima crema pasticcera. Secoli fa ovviamente non vi erano questi aiuti per l’uomo ma possiamo sempre dire che il nostro pasticciotto è 100% artigianale.»
Quali sono gli elementi fondamentali che rendono unico il vostro pasticciotto rispetto ad altre versioni? Ci sono segreti tramandati da generazione in generazione?
«Sicuramente l’utilizzo di ottime materie prime e l’accortezza nell’eseguire i passaggi corretti della ricetta influiscono molto sul risultato. Il segreto è semplicemente questo, con in più un pizzico di amore e passione per quello che si realizza in laboratorio.»

Come riuscite a mantenere viva la tradizione del pasticciotto in un’epoca di cambiamenti culinari e gusti in evoluzione?
«È sicuramente una scelta la nostra, quella di rimanere fedeli alla tradizione e non industrializzare il prodotto come hanno fatto in molti. Sicuramente incide molto questo aspetto, i cambiamenti culinari ci sono e ci saranno sempre come è giusto che sia , perché i gusti sono sempre in evoluzione ma quello del pasticciotto , del nostro pasticciotto non stanca mai…un po’ come la pasta fresca o le polpette fritte della nonna , si potrebbero mangiare a volontà !»

In che modo la vostra pasticceria contribuisce a promuovere la cultura e le tradizioni del Salento?
«Negli ultimi anni la nostra pasticceria è stata quella parte della locomotiva che ha trascinato un po’ tutti , riuscendo anche a promuovere la cultura culinaria e la tradizione Salentina , valorizzando anche quello che è il territorio del sud della Puglia. Ad oggi insieme ad altre pasticcerie Galatinesi e non solo , riusciamo a donare un’identità al dolce e vengono a trovarci da tutta Italia e anche da altre parti del mondo. Noi possiamo solo essere più che onorati di questo.»

Il Pasticciotto Day
Oggi, questa prelibatezza è celebrata anche con il Pasticciotto Day, un evento speciale che ogni anno, a giugno, rende omaggio alla sua bontà e alla maestria artigianale che lo caratterizza. Un’occasione imperdibile per chi ama scoprire i sapori autentici e vivere l’anima più genuina del territorio perché, in fondo, assaporare un pasticciotto significa viaggiare con il cuore e con il palato, un modo infallibile per sentire i profumi e i sapori di casa in qualunque parte del mondo.
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