Kamala Harris è Brat: la Pop Culture nella Politica Americana

Harris, vicepresidente in carica del governo Biden, annuncia la propria candidatura in seguito al ritiro del presidente il 21 luglio 2024. La sua campagna “brat” sta sconvolgendo il mondo e non sarebbe potuto andare diversamente.

Kamala Harris: l’effetto a sorpresa per le 60° elezioni presidenziali

Le sessantesime elezioni presidenziali americane, che avranno luogo il 5 novembre 2024, hanno già da tempo interessato tutto il mondo per via delle controverse campagne elettorali e le singolari svolte che interessano entrambi i candidati, Kamala Harris e Donald Trump.

Harris, vicepresidente in carica del governo Biden, annuncia la propria candidatura in seguito al ritiro del presidente il 21 luglio 2024. Harris è dunque la prima donna asio-americana, la seconda persona afroamericana (dopo Barack Obama nel 2008) e la seconda donna in assoluto (dopo Hillary Clinton nel 2016) a correre per la presidenza in rappresentanza di uno dei due maggiori partiti politici, il Partito Democratico.

È innegabile l’importanza che una Presidente donna e appartenente a una minoranza etnica avrebbe sulla scena nazionale e mondiale, considerando l’impatto che gli Stati Uniti hanno a livello politico e ideologico in scala globale.

Harris ha quindi dovuto attuare da subito delle strategie di branding che la distaccassero il più possibile sia dal presidente Biden, che dall’avversario Trump. Considerando la demografia degli elettori del Partito Democratico americano, non è una sorpresa che la candidata si sia rivolta principalmente ai giovani, usando per la propria campagna elettorale il fenomeno più virale dell’estate:

brat, l’ultimo album di Charlixcx.

Harris veste brat: l’onda della Gen Z

Brat, oltre a essere un esempio magistrale del genere dell’hyperpop, che riporta in auge una delle artiste più eclettiche degli ultimi anni, è diventato un vero e proprio fenomeno generazionale.

L’estetica dell’album, caratterizzata dal colore verde acido e la semplice scritta in stampatello minuscolo, a esaltare il minimalismo e il gusto del kitsch, viene da subito usata dalla Gen Z come base per meme virali, contagiando anche il profilo X\Twitter dedicato alla campagna di Harris, Kamala HQ. Prima ancora della candidatura ufficiale, infatti, la Generazione Z aveva già designato Kamala come una possibile paladina e una rappresentante dei giovani, che l’hanno di conseguenza inclusa nei meme e nei fenomeni pop più in voga su Instagram e TikTok.

@christianinmanofficial

KAMALA U JUST LIKE ME GIRL LMAOOOOOOOO

♬ original sound – Christian Inman

La mossa sorprendente, e vincente, è stata per Harris quella di non opporre resistenza, bensì di unirsi al movimento giovanile in prima persona, contribuendo ai meme e utilizzando nei suoi video canzoni delle maggiori pop star femminili del momento (oltre a Charlixcx, citiamo anche Chappell Roan e Taylor Swift). Arriva in poco tempo la consacrazione da Charli stessa, che afferma con un tweet:

Kamala IS brat.

Kamala, la monella politica

Oltre all’estetica moderna ed “effortless” che interessa i giovani, il concetto della parola “brat” è emblematico anch’esso di un nuovo tipo di approccio verso la società e, di conseguenza, la politica. Brat si traduce letteralmente con “monella, viziata”, l’album stesso gioca sui concetti di rottura degli schemi e provocazione estrema, mostrando allo stesso tempo una forte vulnerabilità e una sincerità spiazzanti da parte dell’artista.

Come già citato, l’ondata pop della campagna di Harris attinge a varie icone musicali femminili; tra tutte, Beyoncé, che ha concesso come colonna sonora ufficiale della campagna il brano Freedom, tratto dall’album Lemonade. L’importanza di tale scelta non si circoscrive solo allo status di icona di Beyoncé e alla popolarità che ne consegue con i più giovani, ma anche alla coesistenza di Harris e Knowles come due donne afroamericane in posizioni di potere.

La musica presta i microfoni al Partito Democratico

Taylor Swift

Un’altra tra le donne più potenti al mondo, specialmente per i connazionali americani, è intervenuta nel dibattito politico, seguita dai circa 300 milioni di followers, a supporto di Harris: Taylor Swift.

La cantante si è espressa per la prima volta su Instagram l’11 settembre, anniversario dell’attacco terroristico alle Torri Gemelle e, quest’anno, data anche dei VMAs (importante premio musicale americano), dichiarando apertamente di votare per Kamala e incoraggiando i più giovani a registrarsi, ricordando l’importanza del voto. Swift aveva già supportato Biden e Harris nella precedente campagna elettorale, comunicando il suo endorsement a circa un mese dalle elezioni ufficiali.

La potenza del fandom delle “swifties” è una vera e propria forza politica da non sottovalutare, considerando che la presenza della cantante in diversi paesi per il suo tour é riuscita ad alzare l’economia nazionale e, in alcuni territori, i salti delle fan pare abbiano creato piccoli terremoti.

Prima ancora che Swift si esprimesse ufficialmente sui social, infatti, erano già state ideate da parte delle “swifties” delle iniziative per incorporare la campagna di Harris con il proprio fandom, dando vita a

Swifties for Kamala

una chiamata al voto che avrebbe compreso la presenza di personaggi rilevanti dello spettacolo, la possibilità di vincere biglietti per l’Eras Tour( tour mondiale della cantante), e molte allusioni ai versi lirici della cantante. Il movimento nasce su X e trova subito una grande partecipazione.

D’altronde, avere una tale forza dalla propria parte durante le elezioni è senz’altro un valore aggiunto, motivo per il quale anche il candidato Trump aveva usato, ad agosto, delle immagini false della cantante e delle sue fan con delle magliette con scritto “Swifties for Trump”.

È qui che Swift si è vista costretta a replicare, condannando peraltro l’uso “spaventoso” dell’Intelligenza Artificiale, e mostrando apertamente la propria opinione politica, che ha un peso capace di condizionare milioni di persone (le fu chiesto di esprimersi, per lo stesso motivo, sul conflitto israelo-palestinese, ma non ha mai risposto). In seguito al post della cantante, Trump si è esposto su X scrivendo in maiuscolo “I HATE TAYLOR SWIFT!”.

Billie Eilish

Seguono l’esempio della cantante anche la popstar Billie Eilish e il fratello Finneas, pubblicando un video sui loro profili Instagram durante il National Voter Registration Day, giornata nazionale che celebra la democrazia e sensibilizza sull’importanza del voto. I due incoraggiano i giovani a votare ed esprimono subito dopo il loro endorsement nei confronti di Kamala Harris e Tim Waltz, “perché stanno lottando per proteggere la nostra libertà riproduttiva, il nostro pianeta e la nostra democrazia”. Eilish, che ricordiamo essere una donna queer, fa riferimento a vari punti del programma di Harris che comprendono il diritto all’aborto, la tutela dell’ambiente e i diritti della comunità LGBTQIA+.

Kamala Harris con la Gen Z e le minoranze

L’avvicinamento di Harris alla cultura pop e viceversa sembra dunque essere la fortuna di questa sua campagna elettorale, che punta ai giovani rimanendo fedele ai propri ideali, tanto da mostrare che sia effettivamente l’elettorato della Generazione Z quello più attento alle criticità sopracitate, che da tempo vengono incarnate, in USA, dal Partito Democratico.

In quanto donna di colore, Kamala risulta essere vicina al popolo, in particolare alle minoranze, ricevendo per giunta l’appoggio di donne importantissime nella cultura pop odierna, a scapito dell’avversario Trump che incarna in tutto e per tutto il “maschio bianco eterosessuale”, identificato come emblema Repubblicano che rappresenta una serie di valori ormai obsoleti, ma che trovano una larga fetta di consensi nelle idee dell’americano medio.

La scelta degli americani sarà nota a novembre, fino ad allora i candidati continueranno a sfidarsi nei diversi Stati a suon di dibattiti e strategie elettorali.

Al momento i due risultano essere testa a testa.

Sitografia

[1] https://www.wired.it/article/kamala-harris-brat-significato-campagna-virale-charlie-xcx/

[2] https://www.washingtonpost.com/politics/2024/08/28/swifties-for-kamala-zoom/