Seguaci del culto di Diana, appartenenti al Gioco della buona società, alleate del diavolo e dedite ai sabba… è giunta l’ora di rendere un po’ di giustizia a questa pratica antica, ieri condannata dall’inquisizione, oggi in trend sui social. Quali sono le origini della stregoneria? Com’è cambiata la sua percezione oggi
Le Premesse
Prima di iniziare questo articolo in cui cerco di indagare, tra le altre cose, il legame tra strega e demoniaco, ci tengo a fare una precisazione: non sono una strega.
Mi informo su questo tema leggendo libri, parlando con le persone che praticano e provando alcune esperienze perché semplicemente questo mondo mi affascina. Il mio punto di vista è, dunque, quello di una persona che ha acquisito alcune conoscenze tramite letture personali ed esperienze dirette.
Detto ciò, possiamo iniziare.
La Storia della Stregoneria
Dunque, le streghe. “Strega” deriva dal latino strix, “strige”, un uccello notturno a cui si attribuivano caratteristiche poco piacevoli.
In tutte le lingue, strega (termine che nasce al femminile) viene associato ad una donna brutta e malvagia che, per raggiungere i propri scopi, non esita a mettersi in contatto con il diavolo.
Ma facciamo un passo indietro.
La stregoneria affonda le sue radici nel passato precristiano, quando erano diffusi culti di stampo animista specialmente nel mondo rurale. I rituali in onore della dea madre si facevano presso boschi, grotte o corsi d’acqua, luoghi che ancora oggi conservano un valore apotropaico per alcuni.
Il paganesimo visto da occhi cristiani
Il primo approccio della Chiesa alla stregoneria fu considerarla una superstizione pagana, un culto che vedeva le streghe come seguaci di Diana (nel XI secolo, il Canon Episcopi fa riferimento esplicito alla società di Diana).
C’è da dire che moltissime donne all’epoca usavano le erbe come rimedi alle malattie e alle disgrazie, e questo sapere spesso non era ben visto dalla società, specialmente nel caso in cui, dopo averle adoperate, qualcosa non andasse come previsto.
Il clima teso del medioevo e gli eventi catastrofici che lo caratterizzarono non aiutarono di certo, e dunque iniziò molto presto la “caccia all’Untore”.

L’Inquisizione e la Caccia alle Streghe
Possiamo affermare che, per certi versi, la stregoneria ha assunto la forma stereotipata che tutti oggi conosciamo per mano dell’Inquisizione.
Questa istituzione, come sappiamo, utilizzava la tortura per estorcere le confessioni, e ciò che veniva detto dalle imputate molto spesso era lontano dalla verità: venne confermata l’ipotesi del “volo notturno” per mezzo di unguenti così come malefici, orge nei sabba, uccisione di bambini.
L’Inquisizione si basava su alcuni manuali (come il Directorum Inquisitorum di Nicolau Eimeric, o successivamente il Malleus maleficarum di Heinrich Kramer Institor e Jacob Sprenger).
Essi condannavano le attività che si avvalevano di “pratiche non ortodosse” (divinazione, incantesimi, malefici) frutto dell’intervento diabolico.
La Chiesa considerava che qualsiasi forma di magia, bianca o nera che fosse, implicasse:
Un patto con Satana.
La superstizione come fenomeno culturale
Ma come mai la Chiesa pensava che le streghe operassero con il diavolo?
Il diavolo, in realtà, non è sempre stato:

«La figura adorata dalle streghe»
Tra il V e il XV secolo, alcune divinità pagane si fusero con questa figura (Lucifero, da “portatore di luce”, colui che designava il pianeta Venere, divenne il diavolo che conosciamo oggi).
Fino alla fine del Tredicesimo secolo la teologia non si soffermò molto sulle azioni dei demoni, giusto qualche riflessione sulla caduta di Satana.
Successivamente, con l’apparire di alcuni trattati di filosofia e teologia, la relazione demoni-uomini divenne rilevante, trasformando il diavolo nel nemico di Dio e del suo popolo.
E, ovviamente, nemici erano anche coloro che si servivano dell’aiuto di Lucifero.
Coincidenza tra stregoneria e presenza demoniaca
La Bolla Super illius specula di Papa Giovanni XXII, promulgata nel 1326, mette sullo stesso piano stregoneria ed eresia, confermando quindi che stregoneria e presenza demoniaca coincidevano.
Ecco quindi che, dalla prima metà del Trecento, inizia la persecuzione contro le streghe, una “caccia” che durerà fino alla metà del XVII secolo.
Leggendo alcuni dati sul fenomeno, riportati nel volume di Mauro Fasan A caccia di streghe nei domini della Serenissima, dati più reali perché circoscritti, vediamo che le condanne a morte nell’Europa medievale e moderna vanno da 30.000 a 50.000 persone.
Una pratica che vive ancora: Wicca, ma anche Witchtok
Nonostante i secoli di persecuzione, l’associazione col demoniaco e il conseguente ripudio del fenomeno, la stregoneria è ancora viva oggi in diverse forme e correnti.
Oggi, ad esempio, sentiamo spesso nominare la Wicca, un nuovo movimento religioso appartenente al Neopaganesimo reso pubblico nel 1954 tramite gli scritti di Gerald Gardner.
La diffusione della Wicca è, forse, stata favorita dal mondo editoriale tramite la pubblicazione di manuali per conoscere questa religione e iniziare a praticare.
Il ritorno della stregoneria negli ultimi anni ha avuto inizio nei Paesi anglosassoni, per poi arrivare anche in Italia ma con diffusione minore.

Ciò che nessuno si aspettava era la recente esplosione della Modern Witchcraft nei Social Network.
Se anche nei primi anni Duemila girava su YouTube giusto qualche video sull’argomento, ad oggi l’hashtag #witch ha totalizzato oltre 20 miliardi di visualizzazioni su TikTok.
- Rituali, meditazione, intuizione
- sigilli, cristalli, divinazione,
- inner self, higher self, connessione con la natura, coven.
Questi termini non vi saranno nuovi se, scrollando, vi siete imbattuti in alcuni contenuti del WitchTok.
Negli ultimi tre anni, complice anche l’incertezza della pandemia, TikTok, Instagram e anche YouTube si sono fatti veicolo di espansione di questa vecchia pratica, facendola diventare un trend, quasi una moda, a partire dal 2020.
Popolare specialmente tra i più giovani, la stregoneria sembra restituire le certezze e la sicurezza che essi non incontrano nella religione, così come sembra riacquistare il potere e il fascino perduto nei secoli.
Il Witchtok come mezzo di diffusione
Possiamo considerarla una rivincita, un glorioso ritorno?
- Da un lato, la divulgazione di contenuti riguardanti la stregoneria aiuta ad ‘umanizzare’ la figura della strega, spezzando definitivamente il legame col demoniaco e lo stereotipo di ‘donna’ malvagia (e anche quello di strega donna).
- Dall’altro, proprio per la complessità di questa subcultura, la condivisione delle nozioni porta inevitabilmente ad una banalizzazione di tutto il fenomeno, non rendendogli giustizia (p.e. video di adolescenti che sussurrano i hate you a quarzi rosa come incantesimo d’amore).
Inoltre, per quanto affascini la contaminazione tra discipline, molto spesso le varie correnti e i vari “filoni” vengono mescolati senza criterio, generando più confusione che informazione.
Forse è tutto molto più complesso di un cristallo appeso al collo, o del fumo di uno smudge nell’aria.
I social hanno riportato alla luce la stregoneria che ora è, nel bene e nel male, alla portata di tutti.
C’è un abisso affascinante in cui inoltrarsi, e fermarsi al WitchTok è come esplorarne solo la calma e piatta superficie.
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Bibliografia:
Mauro Fasan, A caccia di streghe nei domini della Serenissima, Noventa Padovana, Itinera Progetti, 2016.
Andrea Romanazzi, Guida alle streghe in Italia, Roma, Venexia, 2009.
Sitografia:
