L’antisemitismo: problema occulto che mina l’ordine sociale

Una nuova questione ebraica in Europa

In questo breve contributo sarà analizzato il seguente assunto: in Europa si aggira uno spettro che nessuno vuole concretamente scacciare: l’antisemitismo. Esso rischia di accrescere la condizione di emarginazione e di martirizzare una comunità, quella ebraica, che per secoli ha subito continui soprusi, raggiungendo, in prospettiva storica, l’apice nella Germania nazionalsocialista. La comunità vive ancora oggi con il terrore di nuove persecuzioni: l’oggetto del presente scritto è fornire degli spunti introduttivi concernenti il fenomeno dell’antisemitismo europeo nelle “false” democrazie.

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1. L’antisemitismo inteso quale problema occulto

L’antisemitismo è anche un problema contemporaneo, messo in luce dopo le vicende israeliano-palestinesi, che hanno sconvolto il Medio-Oriente. Nelle ultime settimane, in molteplici parti del mondo sono tante le università occupate da studenti filo-palestinesi che, a gran voce, chiedono incessantemente la cessazione del conflitto, il riconoscimento dello status quo della Palestina e l’interruzione dei rapporti diplomatici con lo Stato di Israele.

Sebbene molte persone si battano per fini che ritengono sacrosanti e universali, quali la pace nella Striscia e il diritto a supportare un popolo martoriato da decenni per una questione mai realmente risolta, molti intendono cavalcare “quest’onda” di proteste per esprimere il proprio odio e disgusto nei confronti della comunità ebraica, la quale va decontestualizzata dalle politiche scellerate, e a tratti discriminanti, del governo israeliano.

L’antisemitismo non appare come un caso isolato, rilevato esclusivamente in qualche regione o in una singola area, ma è un problema uniforme che investe tutti i principali paesi europei, sia le democrazie cd. “illiberali” sia le “libere democrazie”.  A mero titolo di esempio, si veda quanto accaduto in Francia, presso la sinagoga di Ruen[1], con il tentativo di innescare un incendio da parte di un uomo che inveiva contro la comunità ebraica della zona.

Riporta l’European Union Agency For Fundamental Rights (FRA)[2] che i casi di discriminazione nei confronti degli ebrei sono notevolmente aumentati, in particolare nelle libere democrazie europee come la Francia, in cui c’è un’alta percezione del seguente messaggio: l’antisemitismo rappresenta un problema molto grande.

Da quel che si evince dal grafico, eccetto i Transalpini, gli altri paesi, tra questi la stessa Ungheria dell’autocrate Orban, tendono maggiormente a sottovalutare il problema, ritenendo che si tratti di un fenomeno ormai “superato” che non riguarda più il presente, accusando gli ebrei di vittimismo. Questo clima di tensione e di odio influenza anche le organizzazioni ebraiche più progressiste, che devono spesso ricorrere alla protezione delle forze di polizia, e fa sì che le comunità ebraiche debbano vivere in una situazione di paura e isolamento[3].

Quali sono i motivi che consentono l’insorgenza dell’antisemitismo e perché è ritenuto un problema “occulto”?

2. Politically (in)correct e antisemitismo…

Le democrazie, e ancor più le democrazie illiberali, spinte da influssi nazionalistici tendono a generare una campagna di discriminazione verso il diverso o, meglio, verso le minoranze, in quanto considerate deleterie per la società nazionale. Costoro sono ritenute “prive di una identità nazionale”, con contestuale affermazione dell’“ossessione del complotto”[4] . Difatti, notava Umberto Eco: “gli Ebrei sono di solito l’obiettivo migliore, in quanto presentano il vantaggio di essere al tempo stesso dentro e fuori in America”, in altre parole sono ovunque e sono facilmente oggetto di contestazione.

I partiti conservatori mostrano una maggiore avversione verso gli ebrei, in quanto osservano il culto della tradizione, rifiutando ogni forma di Sincretismo[5]. La religione è adoperata quale arma a doppio taglio e, non a caso, questi partiti per cavalcare l’onda emotiva delle masse usano la religione in funzione di elemento simbolico delle proprie campagne elettorali.

Sosteneva Marx che la religione altro non è se non “l’oppio dei popoli”[6],  in quanto crea una “falsa coscienza”: essa è strumento per il controllo sociale, sfruttato dalle classi dominanti al fine di mantenere lo status quo.

Non meno rilevanti sono le vicende internazionali e in particolare ciò che sta accadendo nella Striscia di Gaza. Molti sono coloro che “per la buona causa Palestinese” attuano episodi ingiustificabili e privi di comprensione verso la comunità ebraica, senza distinguere tra le azioni del governo israeliano e gli ebrei stessi. Dietro questo violento antisemitismo si cela l’odio degli estremisti, di coloro che non accettano il pensiero del diverso, attuando ogni forma di avversione verso la comunità e persone comuni.

Un altro episodio particolarmente impressionante è accaduto recentemente ad Atene: una folla inferocita, composta da migranti mediorientali e attivisti di estrema sinistra, ha provato ad irrompere in un hotel, dove alloggia un folto gruppo di israeliani. [7]

Come abbiamo espresso inizialmente, questi movimenti politici generano direttamente e (in)consciamente una forma di avversione verso il diverso e non a caso alcuni slogan o motti del partito dimostrano questa tesi, in quanto trasmettono messaggi chiaramente subliminali: questi funzionano a mo’ di “fischietti per i cani”, tendenti a trasmettere un messaggio criptico.

Ecco alcuni esempi:

  1. “Agenda globalista” – usato per insinuare che esiste un piano nascosto, spesso attribuito agli ebrei, per controllare o cambiare radicalmente la società.
  2. Per una nazione più pulita” – slogan usato da Jobbik[8], che evoca purezza etnica e può implicare l’esclusione degli ebrei e altre minoranze.
  3. “Proteggere l’identità nazionale” – simile al punto precedente, questo slogan può essere interpretato secondo cui gli ebrei minacciano o influenzano negativamente l’identità nazionale.

Capiamo che apparentemente possono sembrare innocui, in realtà trasmettono messaggi criptici disgreganti. Perché usare messaggi nascosti? Nella società “politicamente corretta” ogni forma di discriminazione non è tollerabile, appare evidente che questi partiti pur di acquisire un numero cospicuo di voti si servano di affermazioni del genere per richiamare, oltre ai comuni cittadini, anche coloro che hanno posizioni discriminatorie nei confronti di altre etnie.

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3. In conclusione…

Possiamo affermare, senza troppi indugi, che l’antisemitismo è un problema ancora costantemente presente e in crescita nei principali paesi europei, sia nelle “pure” democrazie europee, sia nelle “false” democrazie. L’antisemitismo, invece di essere sepolto nella vergogna di una storia ancora recente, è più vivo che mai ed è stimolato dai partiti conservatori ed estremisti che pur di ottenere voti sostengono cospirazioni fondate su un nulla di fatto.

Nessuno si occupa di scacciare questo “spettro” che infesta l’Europa, e il resto del globo, e che viene sfruttato quale arma a doppio taglio per vincere elezioni ed ottenere sempre più consensi.

Altri elementi dell’antisemitismo e delle democrazie illiberali, che tratteremo nel prossimo pamphlet, saranno “le folle e l’ausilio di internet ”: vedremo che tali temi, seppur apparentemente lontani, appaiono vicini e sincronici.

Note di approfondimento


[1] Francia, cerca di dare fuoco a una sinagoga a Rouen: ucciso (fmim) (informazione.it)

[2] Esperienze di discriminazione e di reati generati dall’odio subiti dagli ebrei degli Stati membri dell’Unione europea (eupa.eu)

[3] Slogan e murales contro gli ebrei: in Europa è allarme antisemitismo – Redattore Sociale

[4] UMBERTO ECO, “il Fascismo Eterno”, Trebaseleghe(PD), Grafica Veneta S.p.A.

[5] Evidenzia la capacità delle società di adattarsi e trasformarsi attraverso il contatto e l’integrazione di diverse tradizioni, contribuendo alla creazione di nuove identità culturali e spirituali che riflettono la complessità e la diversità dell’esperienza umana.

[6] MIA – Marx: Per la critica della filosofia del diritto di Hegel. Introduzione (marxists.org)

[7] Visegrád 24 on X: “BREAKING: A lynch mob made up of Middle Eastern migrants and far-left activists is trying to break into a hotel in Athens, Greece where a large group of Israelis is staying at. 🇬🇷🇮🇱 https://t.co/2XmcYEvQg0” / X

[8] Jobbik è stato fondato da studenti universitari nel 2003 come un movimento giovanile di destra. Nel 2010, Jobbik è entrato nel Parlamento ungherese con una forte campagna elettorale incentrata su temi di sicurezza, criticando la criminalità e puntando il dito contro i Rom e altre minoranze. Ottenne oltre il 16% dei voti, diventando il terzo partito più grande del Paese. Negli ultimi anni, Jobbik ha cercato di moderare la propria immagine per attrarre un elettorato più ampio. Dal 2016, il partito ha iniziato a presentarsi come una forza di destra più moderata, abbandonando alcune delle sue retoriche più estreme.