“Students helping students”: Julia Hempel presenta ESN Lecce

Sin dall’antica Grecia, l’istinto della scoperta ha animato i più celebri eroi, spingendoli oltre i limiti di pensiero e i confini geografici, rappresentati dalle Colonne d’Ercole. L’Ulisse del poeta inglese Tennyson è l’emblema della conoscenza: colui che non riposa mai dal viaggio e che è stato forgiato da tutte le esperienze vissute.

Introduzione: il programma Erasmus+


In un mondo sempre più globalizzato, rimanere connessi ed informati – per i giovani – non si limita solo ad avere accesso ad Internet; significa ampliare i propri orizzonti, toccare con mano la realtà che ci circonda e trovare il coraggio di affrontare l’ignoto.


Il programma Erasmus+ (acronimo di EuRopean community Action Scheme for the Mobility of University Students) si pone lo scopo di incentivare e supportare l’istruzione transnazionale, la formazione e lo sport fra i giovani del panorama europeo. Questo progetto pone, infatti, un forte accento sull’inclusività sociale e sulla multiculturalità.

Solo nel 2022, Erasmus+ disponeva di un bilancio totale di 4 miliardi di euro e contava circa 26.000 attività, 73.000 organizzazioni e 1,2 milioni di partecipanti ad attività di mobilità.

Per poter affrontare adeguatamente il tema, e per illustrale le possibilità che offre questo programma, in questa intervista la protagonista sarà Julia C. Hempel, rappresentante locale dell’associazione ESN di Lecce.

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L’intervista


Julia, parlaci un po’ di ESN. Cos’è e di cosa ti occupi?

«L’Erasmus Student Network (ESN) incarna un faro di eccellenza nell’ambito dell’istruzione superiore europea. Fondata il 16 ottobre 1989 e ufficialmente registrata nel 1990, la sua missione fondamentale è stata da sempre quella di promuovere e facilitare gli scambi studenteschi, agendo come ponte tra culture e nazioni.

Il cuore pulsante di questa rete è costituito da circa 15.000 membri attivi, animati da una passione comune: assistere e accogliere gli studenti internazionali. I membri in questione dedicano il loro impegno a garantire un’esperienza di studio all’estero gratificante e arricchente. Attraverso il nostro impegno, coinvolgiamo ogni anno circa 50.000 giovani, che si mettono al servizio di circa 350.000 studenti internazionali. Oltre a facilitare la transizione degli studenti in un nuovo ambiente accademico e culturale, l’ESN promuove attivamente l’integrazione, l’amicizia e la comprensione reciproca tra persone provenienti da ogni angolo del mondo.

La National Organization ESN Italia è stata fondata nel 1994 come associazione di secondo livello (il primo livello è, appunto, ricoperto da ESN International). Con 53 sezioni locali presenti in 48 città italiane e oltre 2500 membri attivi, ESN Italia offre servizi indispensabili a circa 20.000 studenti Erasmus, e non solo, che scelgono l’Italia come meta dei loro studi ogni anno.

Il fulcro di ESN Italia sono le sue sezioni locali, come appunto la mia di ESN Lecce, impegnate nel principio fondante di “Students helping students“. Questo mantra guida l’impegno nell’assicurare un’esperienza di studio o tirocinio all’estero senza intoppi, fornendo supporto a chi è in arrivo e a chi è in partenza. Le sezioni si dedicano con passione all’accoglienza e alla consulenza per gli studenti stranieri ospiti, facilitando ogni aspetto della loro permanenza e favorendo l’integrazione attraverso eventi culturali e ricreativi.

I volontari di ESN Italia, prevalentemente studenti universitari con esperienze di scambio internazionale, sono il vero motore di questa rete. Oltre a condividere le proprie esperienze e il proprio tempo libero per aiutare gli altri, offrono un’opportunità preziosa per coloro che si preparano a vivere un’esperienza all’estero, consentendo loro di acquisire competenze utili per affrontare ciò che li attende.

È fondamentale sottolineare che Erasmus Student Network Italia è riconosciuta e supportata da enti di rilievo come la Commissione Europea, il MIUR, l’Agenzia Nazionale Giovani ed INDIRE. Io ricopro la carica di Rappresentante Locale di ESN Lecce, vale a dire il socio del consiglio direttivo locale di Lecce. Quest’ultimo si occupa, ovvero, di mantenere saldi i rapporti con tutta ESN Italia, condividere le opportunità che il network propone ai volontari, e condividere e apprendere le best practices che i soci di altre sezioni applicano durante il proprio operato.»

Cosa ti ha spinto ad entrare in questo network? Cosa rappresenta per te il volontariato?

«Entrare a far parte di questo network è stato un po’ come seguire il richiamo del cuore. Ricordo ancora quando sono stata una studentessa internazionale nella città di Karlsrhue, nel sud della Germania, persa in un mare di incertezze. È stato allora che ho compreso il valore di avere qualcuno accanto, pronto ad aiutarmi a orientarmi in un territorio sconosciuto. Proprio i volontari di ESN sono stati, per me, un pilastro fondamentale.

Dopo il mio rientro a Lecce, in seguito alla mia esperienza Erasmus, ho colto al volo l’opportunità di unirmi a ESN. Per me, il volontariato va al di là dell’impegno: è una manifestazione tangibile dell’amore e della solidarietà umana. Esso rappresenta anche la possibilità di toccare il cuore delle persone, di condividere gioie e dolori, e di creare legami autentici che vanno oltre le barriere culturali e linguistiche. Essere parte di ESN non è solo un modo per dare qualcosa alla comunità, ma anche un’opportunità per coltivare il proprio spirito altruista e per trasformare il mondo in un luogo migliore.»

Quali sono le vostre attività ed eventi più importanti?

«Le nostre attività ed eventi sono variegati e mirano a soddisfare le diverse esigenze degli studenti internazionali. Tra i più importanti ci sono i “Welcome Days“, durante i quali organizziamo giornate di benvenuto per gli studenti appena arrivati, offrendo loro un’opportunità per familiarizzare con la città, l’università e la vita studentesca locale. Poi ci sono gli eventi culturali, come serate a tema, feste internazionali e cene multiculturali, che promuovono la condivisione e la celebrazione delle diverse culture.

Vorrei citare i viaggi più importanti organizzati in ambito culturale: l’Incontro Culturale Erasmus, che si celebra ogni anno a novembre a Roma; l’Evento Nazionale di primavera che si terrà alle Eolie questo fine maggio; il Matera trip che è un bellissimo viaggio di una giornata in cui si incontrano tutti gli studenti delle sezioni del Sud Italia. Queste esperienze rappresentano le 13 sezioni che fanno parte di una cooperazione interna al territorio italiano chiamata “Coordinamento delle Due Sicilie”.

Organizziamo anche i “Language Tandems“, ovvero degli incontri informali in cui gli studenti possono praticare e migliorare le proprie competenze linguistiche, imparando da altri studenti madrelingua. Inoltre, organizziamo delle attività sociali, quali giochi, sport e cene informali, che creano un senso di comunità e amicizia tra gli studenti internazionali.

Infine, forniamo servizi di supporto pratico, come assistenza nell’ottenere documenti, consigli sulla vita quotidiana e supporto emotivo per affrontare eventuali difficoltà durante il periodo di studio all’estero. Attività ed eventi sono organizzati ad hoc per offrire agli studenti internazionali un’esperienza indimenticabile e arricchente. Nulla viene lasciato al caso: la nostra organizzazione è perfettamente pianificata ed è tutto strutturato in maniera altamente funzionale a tutti i livelli (locale, nazionale ed internazionale).»

Quanto è importante, al giorno d’oggi, fare esperienza all’estero?

«Fare esperienza all’estero e spingersi al di là dei confini della propria comfort zone va oltre il semplice cambiamento d’ambientazione. È un’esperienza che scuote le fondamenta della nostra percezione del mondo, che ci spinge a confrontarci con nuove realtà, culture e modi di pensare. In un’epoca in cui la globalizzazione e l’interconnessione sono sempre più evidenti, avere la capacità di muoversi agilmente tra contesti culturali diversi diventa un vantaggio imprescindibile.

Uscire dalla propria comfort zone ci obbliga a superare i nostri limiti mentali e fisici, a metterci alla prova in situazioni sconosciute e a sviluppare una maggiore resilienza e adattabilità. È un’opportunità per scoprire lati di noi stessi che non conoscevamo, per affrontare le sfide con coraggio e determinazione, e per crescere sia personalmente che professionalmente.

Inoltre, fare esperienza all’estero offre una prospettiva unica sul mondo. Permette di guardare oltre i confini della nostra cultura e di comprendere meglio la complessità e la diversità del pianeta in cui viviamo. Ci insegna l’importanza del rispetto reciproco, della tolleranza e della cooperazione, fondamentali per costruire un mondo più inclusivo e pacifico.

Dal punto di vista professionale, l’esperienza internazionale è un vero e proprio trampolino di lancio. Le competenze acquisite durante un periodo all’estero (la capacità di comunicare in altre lingue, la flessibilità, la gestione del cambiamento e la capacità di adattamento culturale) sono altamente apprezzate dalle aziende globali. Esse possono addirittura fare la differenza nel mercato del lavoro, che risulta essere sempre più competitivo e internazionale.»

Ho sempre sostenuto che il progetto Erasmus ha non solo valore intellettuale, ma anche sessuale, o se volete genetico. Mi è capitato di conoscere molti studenti e studentesse che, dopo un certo periodo trascorso all’estero, si sono sposati con una studentessa o uno studente locale. Se la tendenza s’intensifica, visto che poi nascerebbero figli bilingui, in una trentina d’anni potremmo avere una classe dirigente europea almeno bilingue. E non sarebbe poco.

Umberto Eco

Cosa conservi della tua vita Erasmus, e cosa ti proponi di trasmettere agli studenti ogni anno?

«La mia esperienza come studente Erasmus è stata un capitolo fondamentale della mia vita, colmo di esperienze significative e di apprendimenti che tengo cari. Ciò che ho ricavato va oltre la semplice nostalgia dei ricordi: è una miscela di emozioni, sfide superate e legami che hanno profondamente influenzato la mia visione del mondo.

Tra le tante lezioni apprese, ho compreso l’importanza del coraggio nel fronteggiare le proprie paure e dell’affrontare l’ignoto. Mi sono resa conto del valore della propria flessibilità, nell’abbracciare le diversità culturali e nello scoprire la bellezza nell’incontro con l’inatteso. Inoltre, ho imparato che mantenere un atteggiamento positivo, anche di fronte alle sfide più ardue, e apprezzare ogni esperienza, anche la più piccola, arricchisce la vita.

Quando accogliamo gli studenti, ogni anno, mi propongo di trasmettere loro non solo informazioni pratiche, ma soprattutto un senso di accoglienza, di solidarietà e di appartenenza. Desidero che si sentano come a casa, liberi di esplorare e di crescere, consapevoli che possono contare su di noi per qualsiasi necessità. Voglio che ci percepiscano non solo come organizzatori, ma come veri amici pronti ad aiutarli e a sostenerli in ogni aspetto della loro esperienza all’estero.

Inoltre, voglio trasmettere loro l’importanza della propria curiosità, dell’apertura al nuovo e dell’abbracciare appieno l’esperienza che stanno vivendo. Li incoraggio a esplorare, a stringere nuove amicizie, a imparare dalle diverse culture e a cogliere le molteplici opportunità che il mondo offre. È fondamentale che comprendano che l’esperienza Erasmus non è solo un periodo di studio all’estero, ma un’opportunità di crescita personale e di arricchimento che porteranno con sé per il resto della loro vita.»

Cosa può offrire il territorio salentino e cosa, invece, dovremmo cercare altrove?

«Il Salento è un luogo ricco di opportunità per gli studenti internazionali e i volontari di ESN. La sua storia, cultura e bellezze naturali offrono un’esperienza unica che arricchisce il percorso accademico e personale di chiunque lo visiti. Gli studenti internazionali trovano nel Salento un ambiente ideale per immergersi nella cultura italiana e mediterranea. Possono esplorare antichi siti archeologici, passeggiare per centri storici incantevoli, godere delle acque cristalline del Mar Ionio e dell’Adriatico e assaporare la cucina locale. Inoltre, ci sono numerose opportunità per arricchire il proprio percorso accademico attraverso stage, tesi di laurea o progetti di ricerca legati alla storia, alla cultura o all’ambiente del luogo.

Tuttavia, alcune esperienze specifiche, come la vita notturna cosmopolita o le attività culturali alternative, potrebbero richiedere di guardare altrove. La nostra realtà universitaria, nonostante sia di alta qualità, è comunque piccola e spesso risulta funzionale collaborare con centri di ricerca di maggiori dimensioni.»

Il messaggio inestimabile che traspare include l’essenza più profonda del viaggio: fare esperienza all’estero non è solo un viaggio fisico, ma anche un viaggio interiore che arricchisce la nostra vita in modi che non avremmo mai immaginato. È un investimento sul nostro futuro, un modo per aprirci al mondo e per diventare cittadini globali consapevoli e responsabili.