Considerata l’abbondanza di informazioni contraddittorie e fuorvianti che affollano il mondo online è inevitabile porre un confronto con il filosofo dell’antica Grecia: Socrate. Il padre indiscusso della speculazione filosofica occidentale e la maieutica, ha instaurato un metodo di indagine pronto all’uso anche nella modernità che viviamo. Un approccio interessante quello socratico, se prendiamo nota il fatto di vivere immersi in informazioni divulgate ma non sempre provate.
Cerchiamo di scoprire meglio questi importanti strumenti per affrontare le problematiche emergenti in questa società della menzogna informatizzata costruita su una speciosa scientificità, a volte.
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L’Era del Digitale è logicamente Sbagliata?
La peculiarità di questa nostra controversa Era Digitale è la sorprendente velocità con cui una mole globale di informazioni può raccogliersi alla presenza indistinta di chiunque. Essa giace sotto gli occhi della società moderna con la pretesa di un’innocenza a priori. È altresì lo spazio che ognuno può concedersi in questa fitta rete in qualità di informatore.
Certo, sarebbe un’utopia la speranza che ogni informatore sia consapevole della sua informazione. Tuttavia, facendo un passo ancor più indietro, a quanto pare risulta chimerica perfino l’ipotesi che ogni informazione divulgata sia provata, o quantomeno consistente, rendendo la disinformazione online una sfida significativa per la società.
Nell’epoca dei social media, l’accesso a informazioni e opinioni è illimitato. Questo è un vantaggio innegabile, ma qual’è il costo che deve pagare una tale sovraabbondanza di informazioni?
Il pensiero critico
Ovviamente la diffusione spregiudicata e indiscriminata di notizie false o fuorvianti. Il pensiero critico, ispirato dal metodo socratico, diventa cruciale per navigare in questo mare di dati. Riguardo a esso il pedagogista Robert Ennis ha scritto:
“Pensiero critico non significa solo andare alla ricerca di errori, incoerenze, debolezze ma significa giudicare ciò che è apprezzabile (e perchè), e ciò che non è apprezzabile nei testi che leggiamo o nei pensieri che ascoltiamo.”
Tale indagine risulta pretenziosa, se non utopistica, vista la realtà dei fatti.
Le euristiche radicate nella mente umana dirigono le decisioni in modi insospettati, a dimostrazione di quella dinamica che vede l’elaborazione delle notizie secondo processi di accettazioni acritiche, in cui le convinzioni superano le oggettività, e lo sforzo cognitivo è superato da un’intuizione superficiale.
Il rischio di una vangelizzazione spregiudicata delle informazioni, prescindendo dalla loro provenienza e attendibilità, mina a ciò che potrebbe rendere la società odierna un luogo fertile in seno al confronto e alla costruttività.
Di conseguenza a un’ascolto attivo in cui il rispetto esiste a priori. Così come nel dialogo socratico, tale assestamento culturale porterebbe non solo alla scoperta di nuove prospettive, ma soprattutto alla possibilità di una riformulazione delle credenze.
Si delinea così un clima pregno di progresso intellettuale, in cui la dogmaticità dell’accettazione a priori viene sostituita da una consapevolezza operante su più fronti, che parte dalla comprensione dei nostri limiti, arrivando all’accettazione di orizzonti sempre nuovi.
Così l’informatore e l’informato ruotano attorno all’informazione soggetti alla legge della consapevolezza, legge che non mira a illuminare una fonte a scapito dell’altra, ma si propone di dare a tutti il giusto spazio per riflettere e confrontarsi e, se necessario, ricredersi e riformularsi.
Socrate e la maieutica nell’Età Digitale
La Maieutica socratica è il veleno e la cura del Digitale
Socrate, filosofo dell’Antica Grecia e indiscusso padre della speculazione filosofica occidentale. Il Saggio ha instaurato un metodo di indagine che può guidare il nostro modo di affrontare l’abbondanza di informazioni contraddittorie e fuorvianti che affollano il mondo online: la maieutica.
Egli credeva che la conoscenza non potesse essere impostata dall’esterno, ma dovesse emergere da un processo di autoindagine e interrogatorio.
Egli utilizzava il dialogo come un mezzo per esplorare la verità e sfidare le credenze preconcette. Nelle sue conversazioni, Socrate poneva una serie di domande ai suoi interlocutori.
Li spingeva ad esaminare e difendere le loro opinioni, seguendo il criterio di ricerca della verità. Esso consisteva nella sollecitazione del soggetto pensante a ritrovarla in sé stesso e a trarla fuori. Questo approccio, noto come “maieutica”, era finalizzato a portare alla luce la conoscenza latente. Il tentativo di rispondere al “cos’è?” delle cose e non al “cosa accade?” delle stesse.
Tuttavia, approfondendo l’approccio socratico al dialogo e al pensiero critico, possiamo scoprire importanti strumenti per affrontare le problematiche del nostro tempo.
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