Iniziamo le interviste per le elezioni in UniSalento con la novità elettorale di questa tornata: la discesa in campo di Azione Universitaria, dal cosmo della destra accademica. Abbiamo intervistato il presidente della sezione leccese, Mattia Gallotta, studente di Giurisprudenza. Ricordiamo che AU è candidata a livello dipartimentale, ma non centrale: un fattore che potrebbe pagare, oppure potrebbe comportare minore visibilità. L’intervista – come saranno le altre a Link Lecce e UDU – è composta da una batteria di 16 domande, con relativa risposta, divise in sezioni per facilitarne la lettura e ricordare meglio, in sede elettorale, le proposte programmatiche delle associazioni.
Diritto allo studio e tassazione universitaria
Il Fondo ordinario di finanziamento del MUR è andato scendendo dalla crisi del 2008. Non credete che questo possa impattare sulla fattibilità di molti progetti?
Sicuramente le risorse sono limitate, ma il PNRR ha dato una boccata d’ossigeno alla ricerca e all’università. Tale Fondo, però, deve essere allocato correttamente e dev’essere funzionale allo sviluppo della ricerca e della tecnologia e non di supporto ai baroni dell’università, e l’apertura di nuovi corsi di laurea deve essere ben strutturata non esclusivamente a livello teorico e anche pratico.
Infatti, evidenziamo la grande criticità che vi è nel corso di laurea di Medicina nel dover svolgere le elezioni nella struttura ISUFI, non congeniale a tale finalità.
Siete soddisfatti della gestione delle borse di studio?
Sulla gestione delle borse di studio certamente si può fare di più. Speriamo, infatti, che l’ente ADISU quanto prima si conformi a ciò che prevede la Ragioneria Generale dello Stato rispetto ai tempi medi di pagamento e confidiamo in un aumento delle borse compatibile con l’incremento del costo medio della vita.

Salute psico-fisica degli studenti
La necessità di prendersi cura della propria salute mentale è sempre più sentita dagli studenti. Avete intenzione di potenziare il servizio di assistenza psicologica? Se sì, in che modo?
Sicuramente è un servizio di notevole rilevanza anche a livello nazionale, per questo immaginiamo che sarà tema cruciale in CNSU alla presenza della stra-maggioranza dei colleghi di UDU. Sarà importante anche strutturarlo correttamente valorizzando quelle che sono le neo-professionalità formate dai nostri atenei, in un settore spesso sottovalutato dalla società.
Sarebbe anche opportuna una predisposizione non esclusivamente agli studenti del relativo ateneo ma ampliandolo anche a una platea di studenti Erasmus incoming e outcoming.
Esiste un garante degli studenti, ma spesso neanche gli studenti ne conoscono le funzioni. Come intendete relazionarvi con questa figura?
Sarà premura, subito dopo queste elezioni, presentarci almeno in qualità di rappresentanti (vista la ancora non accettata richiesta di riconoscimento dell’associazione in CDS) all’avvocatessa Palmisano, magari chiedendole di essere garante per il riconoscimento di Azione Universitaria qualora questo dovesse essere negato unicamente per ragioni ideologiche.
Avete pensato a un modo per rendere più efficiente e più accessibile il CUS, sia al Polo Urbano che in Ecotekne?
Sì, ci siamo confrontati negli anni con la dottoressa Ricchiuto, la quale insieme a tutto il direttivo nonostante le limitatissime risorse ha effettuato un lavoro encomiabile e certamente da valorizzare. Pur non essendo candidati al CUS, sarà comunque sicuramente nostra premura affiancarla nell’individuazione delle criticità e nel suggerimento di opportuni rimedi.

Trasporti
Come vi ponete in merito al caro-affitti? E quali misure vorreste che venissero attuate?
Nell’analizzare quello che è l’incremento considerevole degli affitti nella città di Lecce, riscontriamo certamente un aumento del canone rispetto alla media del Sud Italia.
Questo è dovuto sicuramente all’importante richiesta di abitazioni nella nostra città e per questo ci confronteremo con la futura municipalità di Lecce chiedendo di non monetizzare i 18 metri quadrati previsti dalla legge urbanistica ai fini di ottenere un aumento della città pubblica (residenze per studenti UniSalento e internazionali).
Avete avuto interlocuzioni con la Provincia e il Comune di Lecce per quanto riguarda le agevolazioni ai trasporti pubblici?
Negli ultimi anni richieste di colloqui ce ne sono state, ma il rimbalzo tra un ente e l’altro sicuramente non ha agevolato il nostro intento.
Non sarà certamente possibile ottenere corse gratuite, ma la creazione di una pista ciclabile (a quanto dicono praticamente in cantiere, ma sostanzialmente inesistente) che colleghi la città a Ecotekne potrebbe essere una soluzione più ecologica per il trasporto cittadino.
Vorremmo poi l’acquisto da parte di SGM di autosnodati in modo da garantire un abbassamento dei costi per la società e contemporaneamente un aumento dei posti per i fruitori del servizio senza ritrovarci con mezzi stracolmi.
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Formazione didattica
In particolare nel Polo urbano, il problema della mancanza di aule – con altre in condizioni pericolanti – e di luoghi di socializzazione è sentito da molti studenti. Inoltre, l’ampliamento dei posti per studiare a Studium 5 non ha portato a soluzioni per fare conoscenze e tenere lezioni. Come intendete affrontare queste criticità?
Innanzitutto, per quanto riguarda l’aumento dei posti lettura a Studium 5 ricordiamo come quelle famose 104 postazioni aggiunte dall’università si siano rivelate poi semplicemente dei banchi spostati da una stanza all’altra, come da noi già segnalato a novembre e fatto presente innumerevoli volte anche alla presenza del Rettore e del Direttore Generale.
La situazione surreale che si vive quotidianamente a Studium 5 tra improvvisati calciatori professionisti e giocatori di Scopa non aiuta le nostre richieste di un effettivo aumento di posti.
La criticità delle aule di lezione sarà risolta una volta che la ditta consegnerà nei tempi stabiliti gli edifici in fase di ristrutturazione/costruzione, ma la soluzione imminente può essere una maggiore sinergia tra l’istituzione UniSalento e la città di Lecce ai fini dell’individuazione di eventuali immobili che potrebbero essere utilizzati per sopperire all’attuale criticità; sinergia che sarebbe dovuta essere stata adottata pre-ristrutturazione degli edifici.
La didattica a distanza e il regime a tempo parziale sono ottime risorse per evitare la dispersione degli studenti, in particolare alcune categorie come gli studenti lavoratori. Siete d’accordo con il modo in cui vengono erogate ora?
Non siamo d’accordo, anche perché siamo molto vicini agli studenti lavoratori e ricordiamo anche il riconoscimento della figura dello studente atleta nel nostro ateneo.
Faremo richiesta al Direttore Generale di implementare la tecnologia delle aule al fine di permettere la registrazione della lezione che potrebbe essere caricata sulla piattaforma e-learning di ogni singolo corso per tutelare il diritto degli studenti lavoratori ma anche di tutti quegli studenti che per motivi di salute non possono partecipare in presenza alle lezioni.
La fruizione di tali registrazioni sarà riservata a determinate categorie al fine di non snaturare l’istituzione universitaria.

L’università utilizza pratiche di outsourcing per parte dei propri dipendenti. Inoltre, qualche mese fa c’è stata una polemica riguardo gli aumenti sconsiderati per le remunerazioni dei vertici universitari, poi congelati. Avete dei commenti da fare a riguardo?
Non avendo rappresentanza diretta negli organi, abbiamo provveduto a manifestare il nostro dissenso lo scorso dicembre davanti al Rettorato contro la rideterminazione delle indennità dei componenti del Consiglio d’amministrazione, compresi gli attuali rappresentanti degli studenti presenti nel medesimo, poiché non crediamo che un aumento così vertiginoso sia compatibile con un CDA che dovrebbe perseguire l’interesse della res publica.
Crediamo che l’outsourcing sia una delle ultime misure che l’Ateneo dovrebbe attuare, poiché la valorizzazione del capitale umano (professori, dottorati, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e studenti) deve essere centrale ai fini dell’attuazione di una maggiore trasparenza e anticorruzione.
Transizione ecologica
Per il tema della sostenibilità sono stati fatti dei passi, ma non ancora del tutto soddisfacenti. Ad esempio, molti distributori dell’acqua non funzionano. Avete già pensato a qualche misura concreta da intraprendere sul tema?
Chiaramente la sostenibilità non va intesa solo come ambientale, ma anche sociale ed economica. Riconosciamo che il nostro Ateneo è tra i pochi ad essersi già dotato di un piano di sostenibilità condiviso con l’intera comunità accademica e, riprendendo le parole del nostro Rettore, «dobbiamo impegnarci a rendere sostenibile non solo il nostro Ateneo, ma tutti gli attori territoriali, supportandoli con le nostre competenze».
Certamente, non utilizzando come gadget universitari borracce in alluminio ma magari borracce create da plastica riciclata ed essendo il nostro logo rappresentativo della “terra tra i due mari” magari in plastica raccolta dai fondali marini.
Per quanto riguarda la sostenibilità sociale, certamente potrebbe essere di notevole interesse l’istituzione di un progetto in collaborazione con associazioni di disabilità e con il penitenziario per l’introduzione nelle biblioteche di volontari in supporto a studenti e personale tecnico. Chiederemo al comune un aumento dei posti per disabili nei pressi dei poli universitari.
Connessioni con il mondo del lavoro
A vostro parere, nelle convenzioni aziende-università, la dignità del lavoratore e i principi ecologici sono rispettati abbastanza?
Non siamo ovviamente a favore dello sfruttamento di future professionalità che dovranno gestire la società, ma siamo fiduciosi che il governo italiano si allineerà con l’indirizzo espresso in sede europea in merito alla retribuzione dei tirocinanti. A tal fine siamo in contatto con alcuni europarlamentari per l’istituzione di opportunità di tirocinio retribuito per studenti del nostro Ateneo che vorranno effettuarlo presso uffici dell’Unione Europea e di deputati dell’Europarlamento.
Parità di genere
Credete che ci siano disparità di genere sia nel corpo docenti sia nel corpo studentesco e nelle loro attività?
Consci del fatto che vi sono state due presidentesse consecutive del Consiglio degli Studenti, non crediamo che vi siano disparità di genere nel corpo studentesco. Certamente, non abbassando l’attenzione è un ambito che andrebbe costantemente attenzionato, motivo per il quale la nostra futura istanza da associazione riconosciuta riguarderà l’istituzione in ogni area personale degli studenti di una sezione per esposti anonimi in modo tale da attivare immediatamente qualsivoglia azione per criticità non esclusivamente inerenti disparità di genere.
Non crediamo che un aumento delle quote rosa nel personale docente sia la soluzione, bensì potrebbe risultare un rimedio irrisorio.
Future matricole (orientamento universitario)
L’orientamento in entrata e l’accoglienza delle matricole sono spesso frammentati e lasciati alle relazioni informali. Vi ritenete soddisfatti di questo livello di accoglienza? Come lo migliorereste?
Per quanto concerne l’orientamento, crediamo che il nostro Ateneo effettui anche per mezzo dei tutor (studenti) un ottimo ed efficiente operato. Invece, per le matricole certamente non può bastare una festa per la loro integrazione nel tessuto sociale e universitario.
Per questo proporremo, una volta negli organi competenti, l’estensione delle funzioni dei tutor di dipartimento “internazionali” attualmente a esclusivo servizio degli studenti Erasmus (i quali non fruiscono appieno di tale servizio) anche alle matricole dei relativi dipartimenti e conseguentemente vi sarà un alleggerimento delle istanze nelle relative segreterie studenti e CAS.
Mobilitazione internazionale
Data la situazione umanitaria a Gaza, avete rilevato criticità con eventuali collaborazioni con Atenei israeliani?
Crediamo fortemente che l’università nasca come luogo di incontro di intellettuali e studiosi e con la principale finalità di migliorare quella che è l’attuale società. Non vi è stato ad oggi alcun modo per noi come associazione di instaurare collaborazioni con università israeliane e palestinesi, come anche russe e ucraine, ma certamente siamo aperti a qualsivoglia collaborazione produttiva che abbia al centro l’interesse collettivo.
Molti studenti partecipano ai bandi Erasmus, ma spesso rinunciano per timore di non riuscire ad affrontare l’esperienza dal punto di vista formativo, affettivo ed economico. Avete pensato a proposte su questo tema?
Certamente è da sottolineare quanto l’Ufficio Relazioni Internazionali debba operare su un numero importante di studenti incoming e outcoming, e l’attuale composizione di personale e tutor non può essere sufficiente considerando gli impegni previsti dal bando Erasmus in entrata e in uscita per ogni singolo studente.
Il grande impegno profuso negli anni da parte in primis dall’associazione ESN e anche dall’Ufficio precedentemente citato e ad oggi dai singoli dipartimenti nell’orientamento pre-bando è encomiabile ma certamente le problematiche economiche potrebbero essere superate dalla regione Puglia con un adeguamento delle borse.
Sarà invece nostra premura portare in tutti i Consigli di Dipartimento una proposta di istituzione di uno storico da affiancare alla scelta delle singole università ospitanti che sia esplicativo degli esami sostenuti nelle relative università da precedenti Erasmus e convalidati nel nostro ateneo al fine di agevolare e dare consapevolezza nella scelta dell’ateneo ospitante.
L’aspetto psicologico di tale esperienza non è per noi di minore importanza, infatti proporremo che sia affiancato all’Ufficio Relazioni Internazionali uno psicologo al fine di attivare un servizio di supporto psicologico gratuito agli studenti incoming e outcoming.
