Unflock: il progetto “fuori dal gregge”

Unflock nasce nel 2022 dall’idea di Gabriele Centonze, una giovane mente brillante di Lecce. Grazie a lui e al suo team, trasformare la stessa scarpa rendendola sempre nuova, confortevole e riconoscibile adesso è possibile.

In questa intervista, dialogheremo con la social media manager di Unflock che ci racconterà l’evoluzione di questa start-up emergente. Distinguersi non è facile, ma è possibile perseguendo le proprie aspirazioni senza lasciarsi sopraffare dal mondo circostante e sempre più globalizzato. La parola “idea” deriva dal verbo greco eidein che vuol dire vedere: essa muove l’animo dell’essere umano ed è la più grande risorsa che egli abbia per vivere nell’originalità. Unflock ci insegna che coltivare le proprie idee significa essere liberi attraverso la realizzazione di cover per le vostre sneakers preferite o per quelle che proprio non vi piacciono più e hanno bisogno di essere rivoluzionate.

Iniziamo dalla vostra storia: cosa ha suscitato in voi l’amore per quest’arte tale da spingervi a muovervi in simbiosi per renderla la vostra quotidianità?

Il nostro founder, Gabriele, già a partire dal periodo delle superiori, ha avuto modo di partecipare a diversi progetti start-up, tutti molto validi. Oggi, però, si dedica interamente a questo progetto in cui crede fortemente. Successivamente, nel progetto è stato coinvolto Gabriele D’Urbano, socio in affari — nonché migliore amico del nostro autore — e infine Davide Donadeo, che si occupa dello studio dei materiali e di tutto ciò che riguarda la progettazione del prodotto. L’ispirazione nasce semplicemente da un’attenta osservazione di quella che è la nostra società, e in particolare dell’ambiente giovanile che viviamo ogni giorno in Università, ma anche a scuola; nasce da una necessità di emergere e di differenziarsi dall’omologazione che sempre di più si riscontra nei gruppi di ragazzi, e ovviamente nasce dalla volontà di combattere il Fast Fashion e il problema dell’inquinamento ambientale, che al giorno d’oggi e dalla nostra generazione è sempre più sentito.

Per quale motivo avete scelto Unflock come nome della vostra impresa e cosa significa per voi?

Unflock nasce nel luglio 2022 e dopo tantissimi tentativi di ricerca del nome perfetto per il nostro brand, Gabriele Centonze ha proposto questo splendido nome. Volevamo qualcosa di semplice e accattivante, che potesse richiamare la nostra brand identity e, dunque, il concetto di personalizzazione. È così che nasce il nome Unflock che combina il verbo “unlock” con l’intento di incitare la gente a sbloccarsi e uscire fuori dagli schemi e il sostantivo “flock” che in inglese significa gregge e richiama l’attenzione sul fatto che bisogna necessariamente distinguersi dalla massa e quindi “dal gregge” per scoprire se stessi.

“Se puoi sognarlo, puoi farlo“. Questo è il motto celebre della multinazionale più amata nel mondo, nonché la Disney. Nonostante ciò, ognuno anche nel proprio piccolo può essere fedele a questa massima, proprio come avete fatto voi. Certo, ogni progetto è differente e unico, come è giusto che sia, affinché porti con sé un messaggio e uno scopo autentici. Dunque, qual è la vostra mission?

Il nostro progetto si rivolge principalmente ai giovani, dai 16 anni in su, che vogliono mostrare al mondo la propria personalità. Soprattutto nel periodo dell’adolescenza, i ragazzi sono inclini a lasciarsi condizionare dal proprio gruppo di amici: noi, invece, vogliamo che con il nostro prodotto tutti si sentano liberi di poter esprimere chi sono veramente, senza nascondersi. Inoltre, Unflock nasce anche a fronte di una necessità: combattere il Fast Fashion, perché in questo periodo più che mai in cui bisogna salvaguardare il nostro mondo e il nostro ambiente, le cover di Unflock si propongono come un prodotto innovativo e “liberatorio”. La mission è quella di poter percepire la stessa scarpa come diversa ogni giorno, grazie alla versatilità del design e dei colori che le nostre cover propongono.

Unflock si adatta a tutti i tipi di sneakers e consente al fruitore di poter cambiare stile senza la necessità di acquistare un nuovo paio di scarpe. Per di più, protegge le tue sneakers e permette un lavaggio più immediato.

Di quante menti e di quante braccia è composto il vostro team e quali ruoli ricoprite?

Il team è formato da sette ragazzi, ognuno con compiti differenti. Ci sono due ragazzi che si occupano dell’ideazione del progetto, principalmente del lato economico-finanziario; abbiamo un ragazzo che si dedica alla ricerca e sviluppo del prodotto; un fashion designer che ha il compito di effettuare studi e sviluppo del design del prodotto; due ragazze che si occupano della grafica e infine io, Chiara, che lavoro sui social e sulla comunicazione. Intervengono spesso anche dei collaboratori esterni a cui ci rivolgiamo durante le varie fasi del progetto. Nel team, siamo molto uniti e abbiamo tanta determinazione e voglia di sperimentare, proprio per questo si è creato sin da subito un feeling fantastico. Inoltre, io e “i due Gabriele” frequentavamo lo stesso liceo e, oltre a collaborare lavorativamente, siamo anche legati da una forte amicizia. Tutt’oggi, ci troviamo a studiare nella stessa città, cioè Bologna. Tuttavia, molti ragazzi del team provengono dalla provincia di Lecce, perciò siamo anche accomunati dal legame per il nostro meraviglioso territorio.

Mi piace concludere chiedendo di raccontarci un aneddoto divertente per avvicinare maggiormente i lettori ai nostri ospiti. C’è qualcosa che ha segnato il vostro percorso e che tuttora vi fa sorridere?

È divertente pensare a come abbiamo conosciuto il nostro fashion designer. Un giorno, infatti, il nostro ideatore e il suo socio si sono recati a Milano per incontrare un possibile investitore del progetto. Terminato l’appuntamento, si sono posizionati a lungo fuori dal NABA, l’Accademia delle Belle Arti di Milano, con l’obiettivo di scovare un fashion designer interessato a prendere parte all’iniziativa. Quindi, dopo aver fermato molti ragazzi fuori dall’Accademia, una ragazza ci parla di Osho: a seguito di un’intensa chiacchierata, abbiamo capito che era il ragazzo giusto per noi.

Questa storia ci ha insegnato come sia importante non arrendersi al primo no, ma continuare a cercare, perché prima o poi le persone e le occasioni giuste arrivano.

È possibile contattare la start-up su Instagram al profilo @unflock_official.