Gli istituti bancari sono una costante all’interno del sistema economico e pilastri fondamentali per la vita aziendale. Essendo intermediari, permettono l’incontro tra domanda, associata tipicamente dalle imprese, e offerta di moneta, presentata dalle famiglie, congruamente al loro tasso di risparmio.
La centralità della banca
Quando la banca raccoglie risorse, riconosce un tasso di interesse alle famiglie, più o meno alto a seconda dei tassi vigenti sul mercato, congrui alle politiche monetarie della BCE.
Lo stesso istituto presta tale liquidità a chi ne fa richiesta, aggiungendo uno spread al tasso di interesse, in modo da coprire i costi del denaro e il rischio che sta correndo la banca, concedendo credito.
Prestiti e mutui
In merito ai prestiti o mutui, la banca e il cliente decidono come deve essere rimborsato il debito, stipulando un piano di ammortamento: questi normalmente si dividono in “a rata costante”, “a quota capitale costante” e “con preammortamento”.
Nel primo caso, quello più diffuso, si attribuisce una quota della rata al capitale da restituire e una quota del capitale agli interessi maturati. Le prime rate si caratterizzano per una quota interesse maggiore delle ultime.
Nel secondo caso, si determinato quote decrescenti nel tempo: poiché la quota capitale è costante e nel corso della restituzione il capitale da restituire è minore, saranno inferiori anche gli interessi maturati nell’unità temporale.
Nell’ultimo caso, si ha un periodo in cui si corrispondono unicamente gli interessi maturati, senza attribuire risorse alla quota capitale: dopo questo periodo, a seconda del contratto stipulato, è possibile restituire l’intero capitale, oppure decidere un nuovo piano di ammortamento.
Il credito
Nonostante tali temi siano all’ordine del giorno, affinché il credito potesse essere una prassi accettata in modo diffuso, ha dovuto affrontare un percorso lungo e travagliato: inizia in Grecia, dove il grande Aristotele sottolineava la sterilità del denaro, giustificando la sua critica nei confronti dell’interesse da riconoscere al creditore; successivamente è stato importante il ruolo della chiesa cattolica che accettava i prestiti purché questi non richiedessero remunerazione.
Benché si possa stentare dal credere, è stato proprio mediante la chiesa cattolica che si è diffusa tale pratica: i monaci cristiani, in periodi di piena, iniziarono ad accantonare materia prima per il fabbisogno degli anni successivi; qualora qualche agricoltore ne avesse avuto bisogno, poteva fare richiesta a questo “monte”, a patto di restituire un po’ più di quanto richiesto, perché tale plus permetteva a tali gestori di coprire le spese sostenute per il deposito, motivo di giustificazione dell’interesse corrisposto. È stato questo percorso che ha portato alla nascita del micro-credito.
Il credito oggi è fondamentale ed è stato oggetto di analisi da parte di molti pensatori economici… ma questa è un’altra storia!
