ORA! Un vivace incontro con i membri del partito: “Fare proposta, non fare protesta”

Abbiamo avuto modo di entrare in contatto con i rappresentanti del partito, Stefano Merigliano, Responsabile nazionale della Sanità, e Laura Bertossi, membro della Segreteria Nazionale, che hanno offerto un contributo diretto e altamente qualificato alla presente intervista. Il loro coinvolgimento ha consentito di arricchire in maniera significativa i contenuti emersi, garantendo una prospettiva più ampia, approfondita e rappresentativa delle posizioni del partito sulle principali tematiche affrontate.

Stefano Merigliano, Responsabile nazionale della Sanità, e Laura Bertossi, membro della Segreteria Nazionale. Credits foto: ORA!

Le domande

Vorremmo partire dal titolo che abbiamo concordato per dare un nome a questa intervista, “Fare proposta, non fare protesta”. Puoi spiegarci il suo significato?

In Italia la politica è piena di esempi di partiti che hanno fatto dell’opposizione, della protesta fine a se stessa, la loro ragione d’essere. La posizione di ORA! parte dall’analisi dei problemi del Paese per proporre per ciascuno di essi politiche concrete e pragmatiche. Abbiamo formulato 23 tesi programmatiche per coprire fin da subito un ampio spettro di problematiche e di soluzioni per il Paese.

Il vostro movimento, evolutosi poi in partito, è stato caratterizzato da una rapidissima crescita iniziale. Questo fenomeno ci ha ricordato inevitabilmente l’impatto che ebbe l’entrata del M5S nel panorama politico italiano. E’ famosa la frase attribuita a Beppe Grillo, “Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno”, quasi una promessa. Anche voi avete intenzione di cambiare completamente le regole del gioco?

Il paragone non regge. Il M5S ha usato la rabbia come combustibile e non aveva né le competenze né una visione reale di governo — l’ha dimostrato abbondantemente. ORA! nasce su premesse radicalmente diverse: vogliamo invertire il declino dell’Italia, abolendo sussidi e prebende e trasferendo gli investimenti dello Stato da settori improduttivi a quelli produttivi. I nostri gruppi tematici sono composti da professionisti, economisti, medici, ingegneri, giuristi, da un’Italia produttiva. Quando proponiamo una riforma del sistema pensionistico o della pubblica amministrazione, la proposta è stata elaborata da chi conosce la materia. Non ci interessa “aprire il Parlamento”: ci interessa entrarci con un programma in grado di dare una svolta propulsiva al Paese. Sono due cose completamente diverse.

Tutti, seppur in linea generale, saprebbero definire cos’è la sinistra e la destra ma cos’è il centro, in poche parole? E, soprattutto, cos’è “l’estremo centro” al quale voi appartenete e da dove nasce il bisogno di questa quasi paradossale precisazione?

Il centro tradizionale italiano è sinonimo di politiche moderate, che non scontentano nessuno, che non cambiano radicalmente lo status quo. Come “estremo centro” intendiamo l’opposto: posizioni nette, spesso impopolari, prese sulla base dell’evidenza economica e non dell’opportunismo elettorale. Michele Boldrin l’ha detto chiaro: non ci interessa se i pensionati non ci votano, non ci interessa se il nostro programma sulle pensioni fa arrabbiare qualcuno. L’Italia non esce dal pantano senza che qualcuno abbia il coraggio di dire cose ovvie che gli altri partiti evitano. Quello è “il coraggio dell’ovvio” fare le cose che servono al Paese, non a prendere voti da chi gode di privilegi e che non giovano alla maggioranza della popolazione.

Alla luce del fatto che gli italiani si sono già espressi due volte contro il nucleare (nel 1987 e poi nel referendum del 2011 che ha bloccato il ritorno alla produzione di energia atomica) qual è oggi il senso di riaprire il dibattito politico su questo tema? E, qualora si ritenesse necessario farlo, attraverso quali strumenti giuridici e democratici si potrebbe superare un indirizzo così chiaramente espresso dal corpo elettorale?

Ha perfettamente senso. L’Italia importa energia nucleare dalla Francia e dalla Svizzera, pagando profumatamente per una scelta ideologica che non ha nessun fondamento tecnico. Chi si oppone al dibattito in nome dei referendum passati sta usando la democrazia come scusa per non affrontare un problema reale, mentre nella gravità della situazione attuale, occorre pragmatismo.

E’ di poche settimane la notizia che riguarda uno studio molto importante, guidato dal professor Mariano Barbacid, che vuole affrontare il problema principale del tumore al pancreas: la sua capacità di resistere ai farmaci. Viene quindi da essere ottimisti riguardo al tema della sanità, finchè non guardiamo cosa succede a casa nostra. Infatti, la sanità in Italia nel 2024 mostra un sistema sotto pressione: la spesa pubblica si attesta al 6,3% del PIL, inferiore alla media UE. Cosa avete intenzione di fare per quanto riguarda questo settore così in crisi?

Abbiamo elaborato una serie di Punti per il rivitalizzare il nostro SSN :

1) È fondamentale porre la Salute e il Benessere delle persone al centro di ogni decisione politica,e quindi mettere la Prevenzione come Obiettivo primario 

2) Deve essere Rivista la Governance Stato-Regioni attraverso il potenziamento delle capacità di indirizzo e verifica dello Stato sulle Regioni,

3) Deve essere Rivisto il finanziamento Globale del Sistema Sanità, da un lato aumentando in maniera progressiva e consistente il finanziamento pubblico per la sanità, ma dall’altro sviluppando la SANITÀ INTEGRATIVA in modo da indirizzare e far fruttare al meglio  i 40 Md di Euro che già oggi I cittadini italiani spendono per la Sanità  privata

4) La Medicina Territoriale deve diventare, in modo determinante e con seri investimenti in risorse strutturali ed Umane,  l’elemento primario di cura dei Cittadini

5) Bisogna rilanciare con forza e determinazione  le politiche sul capitale umano sia in termini di formazione, che di valorizzazione delle competenze che di remunerazione economica rapportata alle responsabilità

6) Bisogna Combattere in modo serio e determinato tutti gli Sprechi E Inefficienze del Sistema, attaverso la continua ricerca della Appropriatezza delle cure ed una reale e profonda Trasformazione Digitale di tutto il Sistema. Trasformazione guidata a livello Nazionale e omogenea sul territorio per combattere le diseguaglianze territoriali tra le regioni.

Il vostro partito è diventato virale soprattutto sui social. Tuttavia, per la natura di questi strumenti, c’è il rischio che questa crescita sia solo una bolla? Se ammettiamo l’esistenza di questo rischio, qual è la vostra strategia per trasformare l’enorme approvazione che avete sui social, nel voto effettivo?

La crescita sui social è indice dello straordinario interesse che ORA! ha saputo catalizzare in pochi mesi. Molti ‘curiosi’ o persone interessate alle nostre idee sui social spesso decidono di iscriversi al partito, si attivano sul territorio o fanno delle donazioni, o tutte e tre queste cose.

Il 4.3% ottenuto alle suppletive in Veneto lo scorso weekend è sintomatico del fatto che questo processo può tradursi in voti perché accompagnato da proposte e da persone con credibilità. 

In Italia, nel 2024, oltre 5,7 milioni di persone (il 9,8% dei residenti) vivono in condizioni di povertà assoluta. Cosa avete intenzione di proporre per tutelare questa fetta di popolazione che è troppo spesso esclusa dal dibattito politico?

La povertà assoluta si combatte con crescita economica e politiche attive del lavoro che funzionino davvero — non con sussidi permanenti che creano dipendenza e non risolvono il problemi strutturali. Vantarsi della riduzione del tasso di disoccupazione in assenza di crescita economica equivale a vantarsi che i nostri lavoratori sono pagati sempre meno e hanno bassa produttività. Il Reddito di Cittadinanza è stato un fallimento costoso. Serve investire in innovazione, attrarre capitali, facilitare il fare impresa, ridurre le tasse di chi lavora e di chi investe.

Cosa criticate e cosa apprezzate del governo Meloni?

Il governo Meloni ha avuto la capacità di dare stabilità governativa al Paese ma ha perso l’enorme opportunità di usare la stabilità e la propria maggioranza parlamentare per attuare riforme strutturali necessarie a invertire lo stallo in cui versa il Paese. Nessuna riforma strutturale della produttività, nessun investimento serio in ricerca e innovazione, una politica industriale che guarda al passato invece che al futuro, nessun progresso sulla sostenibilità del sistema pensionistico e una gestione della pubblica amministrazione immobile.

Il governo Meloni tutela le categorie privilegiate che lo votano e che nello status quo sguazzano. Non ha interesse elettorale nel riformare il sistema. Sul piano dei diritti siamo all’anno zero, dal consenso nell’ambito della violenza sessuale, al congedo parentale paritario. In politica estera, l’allineamento quasi incondizionato con Trump ha mostrato i limiti seri dell’indipendenza di giudizio dei leader governativi su quali siano i reali interessi dell’Italia e dell’Europa. La stabilità è un mezzo per ottenere degli obiettivi economici non un fine. 

Qual è stata la vostra posizione sul referendum giustizia?

Ci siamo espressi favorevolmente a una riforma profonda dei tempi della giustizia italiana. Questo referendum non proponeva una risposta a questa esigenza. In ogni caso abbiamo espresso una valutazione positiva con la nostra posizione ‘Sì, ma meglio’: riconoscendo nella riforma costituzionale un primo passo che avrebbe richiesto una serie di condizioni attuative per essere efficace e sulla strada giusta. Purtroppo il dibattito su un tema estremamente tecnico e complesso si è trasformato in contrapposizione di tifoserie politiche e le discussioni tecniche sono state svuotate del loro valore e significato. 

Contributi

Prima di lasciarci, citiamo il lavoro di tutte le persone che hanno contribuito alla stesura di questo articolo e che, ogni giorno, si impegnano affinché Requiem Pamphlet possa fare, nel suo piccolo, la differenza.

  • Intervista a cura di: Gianmarco Loiacono
  • Correzione bozze, impaginazione e SEO editing: Alessio Urgese
  • Si ringrazia per la disponibilità all’intervista i membri del partito ORA!