Jean-Marie Le Pen: è morto il padre della destra estrema francese

(Credits photo: European Union, Attribution, via Wikimedia Commons)

«Le camere a gas erano un dettaglio della storia della Seconda guerra mondiale

«Ci deve essere un’autorità, e noi crediamo che l’autorità più qualificata in una famiglia sia quella dell’uomo.»

«Crediamo nella superiorità della civiltà occidentale.»

«Siamo per la giustizia e non per l’uguaglianza.»

«Rifiuto con tutte le mie forze l’idea di un “melting pot” globale, tanto per gli uomini quanto per i cani o i cavalli.»

«L’Europa è ancora la patria dell’uomo bianco, non quella dell’uomo grigio.»

«Almeno in Francia l’occupazione tedesca non era particolarmente disumana.»

«Sì, c’è disuguaglianza di razze, come c’è disuguaglianza di civiltà, insisto e sottoscrivo […] Senza disuguaglianza, la Francia non sarebbe la Francia.»

«L’antirazzismo, lo strumento politico di oggi, come lo era l’antifascismo prima della guerra, non è un non-razzismo, è un razzismo rovesciato, un razzismo anti-francese, anti-bianco, anti-cristiano.»

«L’omosessualità non è un crimine, ma […] costituisce un’anomalia biologica e sociale.»

Chi era Jean-Marie Le Pen

Condannato nel 1996 per incitamento all’odio razziale a causa della frase sulle camere a gas. La stessa dichiarazione, ripetuta nel’aprile 2015, gli procura una multa di 30 000 euro nel marzo 2018.

Condannato nel 2012 a 10 000 euro di multa per la frase sull’occupazione tedesca.

Durante gli anni Cinquanta combatté nella Legione straniera in Indocina e Algeria contro la resistenza locale che provava a smarcarsi dal giogo coloniale francese. Nel 1962, in un articolo, ammise di aver usato la tortura in divisa; poi, nella sua biografia successiva, si smentì – continuando a giustificare comunque l’uso della tortura.

Jacques Chirac era «a libro paga degli ebrei», Nicolas Sarkozy era «lo straniero» per le origini ungheresi.

Nel 1972 fondò il partito ultranazionalista e «reazionario» (per sua stessa ammissione) Fronte nazionale. Presidente per quarant’anni, poi cedette la carica alla figlia Marine, che cercava la normalizzazione (e nel 2018 ha cambiato il nome in Raggruppamento nazionale). 

Nel 2015, da presidente onorario del Fronte, venne prima sospeso e poi espulso dal suo stesso partito per le frasi nostalgiche del regime di Vichy. Aderì al gruppo europeo Alleanza per la pace e la libertà di Roberto Fiore – milionario italiano, neofascista per sua stessa ammissione, condannato per sovversione, associazione criminale e collegato con i terroristi neri di Terza posizione, arrestato dopo l’assalto alla CGIL a Roma nel 2021.

Il 7 gennaio 2025 è morto Jean-Marie Le Pen. Il giovane presidente del Raggruppamento, Jordan Bardella, lo ha ricordato affettuosamente. Per Macron «starà alla Storia giudicarlo». Per Melenchon «è finita la lotta contro l’uomo, continuerà quella contro le sue idee».