CATARSI: un fumetto per rielaborare

Charlie Hebdo è un settimanale satirico francese, che basa gran parte del suo lavoro sulle vignette e sulle copertine in prima pagina: sono queste ad attirare l’attenzione del lettore. Il 7 gennaio 2015, però, la sede del giornale si tinge di rosso, a seguito di un attentato che provoca 17 vittime in totale, di cui 12 morti. Tutto ciò è frutto della rabbia di due fratelli, Chéfir e Saïd Kouachi, che avevano giurato fedeltà ad al-Qaeda. La loro è stata una risposta alla pubblicazione di una vignetta satirica su Maometto, in cui lui stesso diceva: “Cento frustrate se non muori di risate”. Da quel momento in Francia si scatena un clima di terrore e paura, mentre il direttivo giornalistico deve affrontare una crisi non da poco. 

Chi dorme non piglia pesci (ma si salva)

Rénald Luzier, in arte Luz, è un fumettista francese noto principalmente per la sua stretta collaborazione con Charlie Hebdo. Infatti, il suo ruolo era quello di creare vignette satiriche; una delle sue più celebri è proprio quella su Maometto, la stessa che ha seminato il terrore. La mattina del 7 gennaio di dieci anni fa, però, la sveglia di Luz non suona, e lui fa tardi al lavoro. Un gioco di tempistiche assurdo, perché sarà questo piccolo errore a salvargli la vita. Per quanto il vignettista ami il lato satirico di ogni cosa, cade in una profonda depressione da cui è difficile riemergere. 

CATARSI

Passano i giorni, le settimane, e Luz continua a riempirsi di domande e a rinchiudersi dentro se stesso, finché non fa ciò che gli riesce meglio: esprimersi attraverso il disegno.

Qualche mese dopo nasce “Catarsi”, il suo fumetto che racconta la vicenda di Charlie Hebdo con i suoi occhi. Ci sono alcune parti in cui racconta dei dialoghi con gli agenti di polizia dopo l’accaduto e, quando gli chiedono di spiegare cosa lui sappia, tutto ciò che chiede è se può prendere una penna e un foglio, e inizia a disegnare. Prima uno, poi due, poi tre… il foglio inizia a riempirsi di omini stilizzati con gli occhi spalancati e pieni di terrore. Non hanno un viso, niente naso o bocca, solo questi occhi che raccontano tutto il senso di colpa e l’angoscia dell’autore. Luz racconta che quelle tavole rappresentano il bisogno di un dialogo interiore, collegato poi a chi legge. 

Nonostante la tragica storia, afferma che “Catarsi” è un’opera che parla di amore, affetto e libertà, la stessa che Charlie Hebdo non ha mai smesso di professare, anche dopo la dimissione di Luz. 

Non solo disegnetti

Nonostante siano passati dieci anni dall’accaduto, il suo ricordo rimane ancora vivido, e continua a succedere. Non troppo tempo fa, una vignettista statunitense, Ann Telnaes, si è dimessa dal Washington Post.

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Questo è solo uno dei tanti esempi di come un tipo di arte considerata “di seconda classe” in realtà valga molto di più: I fumetti e le vignette sono l’arte che parla alla pancia del popolo senza fare distinzioni. Ed è proprio per questo che possono fare paura. Ma, come reputa un noto giornale satirico francese, “la voglia di ridere non morirà mai”, e neanche la voglia di un futuro in cui l’arte non ha bisogno di essere messa a tacere.