I giovani del Servizio Civile rifiutano la marcia militare del 2 Giugno: «Siamo un corpo di pace»

I Rappresentanti del Servizio Civile Universale chiedono di non prendere parte a una tradizione “contraria ai nostri valori e alla nostra identità”. Lettere anche a Mattarella e Abodi.

La marcia militare

Un’invito a partecipare per i giovani volontari del Servizio Civile, ma con l’obbligo di seguire dieci giorni di addestramento e di marciare militarmente.

Questa la circolare arrivata dal Dipartimento per le politiche giovanili – a cui fa riferimento il ministro Andrea Abodi – agli Enti locali in vista della consueta parata del 2 giugno a Roma per la Festa della Repubblica.

La partecipazione è aperta a condizione, si legge, che sia garantita «la piena disponibilità a prendere parte all’intero percorso, incluse le attività di addestramento».

Il Servizio Civile Universale

Il Servizio Civile nasce sulle fondamenta dell’obiezione di coscienza e di un tentativo di difesa non-violenta: «Se ci costringono a una marcia militare, quei valori vengono dissacrati», ci dice chiaramente Francesco Colaianni, rappresentante nazionale.

La circolare in questione è un atto regolare che arriva puntualmente ogni anno per trovare gli operatori volontari disposti a prendere parte alla marcia, e non è uguale per tutti.

All’interno della parata, infatti, marciano i corpi militari, la Croce Rossa, i corpi di Polizia e i ragazzi del Servizio Civile.

Il resto dei presenti, come ad esempio la Protezione Civile, sono esenti dal percorso militare e non prendono parte all’addestramento. Tale attività si terrà a Roma, con il Comando delle Forze Operative Terrestri e sarà composta almeno da due esercitazioni, una in aeroporto militare a Guidonia e l’altra lungo i Fori Imperiali, di notte.

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L’appello ai ministri

Proprio a Roma lunedì mattina una delegazione rappresentativa del Servizio Civile ha raggiunto il ministro della Difesa presente alla presentazione del nuovo libro di Calenda e gli ha consegnato una lettera, scandendo chiaramente «non vogliamo marciare alla parata del 2 giugno, solo sfilare, siamo un corpo di pace».

Mi informerò, ha risposto Crosetto. La lettera era rivolta anche ad Andrea Abodi, ministro dello Sport e delle Politiche giovanili, mentre a Mattarella ne è arrivata un’altra, personale nella forma, ma con gli stessi contenuti.

Credit photo: REDATTORE SOCIALE

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  • Articolo di: Samuele Trianni
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