Il mondo dei videogiochi viene spesso visto come distante dalle riflessioni profonde, ma se prendessimo in ballo la famosa serie Assassin’s Creed di casa Ubisoft? Ci accorgeremmo che dietro un joystick e un passatempo ludico si celano sfumature e visioni critiche capaci di farci analizzare meglio la realtà circostante. Sfruttiamo questa occasione per vedere più da vicino cosa si cela dietro all’eterno scontro tra assassini e templari.
Rimembranze storiche: la setta dei Templari in Assassin’s Creed
I Templari, forse i più celebri monaci guerrieri del medioevo, nonostante non si distinguano per un vero e proprio motto di condotta , tuttavia, se dovessimo interpretare i loro costumi , potremmo collegarli con quelli speculari ai loro avversari immaginari (Gli Assassini):
tutto è reale, nulla è lecito.
Motto di vita
Il motivo è presto detto:
la setta mira a costruire un ordine in cui poter sottomettere l’umanità e reprimere ogni ingiustizia e barbarie.
Dato che l’umanità presenta imperfezioni, l’unico modo per realizzare un bene comune è reprimere queste tramite un’imposizione di dettami.
Si crea così una tensione verso una società armonica, in cui ciascuno ricopre il proprio ruolo.
Non è un caso che questi vogliono avvalersi dei ‘frutti dell’Eden’: strumenti divini lasciati da una civiltà precedente, la civiltà degli Isu. Le abilità?
Capacità di controllare la mente e sottomettere chiunque provi ad opporsi.
Abilità abbastanza desiderabili
Tramite questi erano riusciti a tenere il controllo sugli esseri umani con ordine e disciplina.
I templari si rivedono come i loro diretti discendenti-di cui parleremo tra poco: mettersi a capo di un nuovo ordine e ricercare questi frutti dell’Eden.
Tutto è al proprio posto
Se quindi tutto deve arrivare a ricoprire il suo posto preciso dentro una struttura, ecco che è come se venisse imposto un “reale” che ci oppone alle possibilità di cambiare.
Contrariamente agli assassini, solo una staticità può garantire il meglio per tutti.
Ovviamente, per poter realizzare questo, i templari si insidiano anche nelle sfere del potere, avendo così già occasione di far rispettare le loro volontà.
Non si tratta di nascondersi e neanche di risparmiare chi si oppone:
se davvero si vuole il meglio, è necessario anche sacrificare chi non si adegua ed agire in modo che tutti possano capire il fine.
Assassin’s Creed e i segni di una guerra perpetua
L’uscita recente di Assassin’s Creed Mirage, da parte della casa di sviluppo Ubisoft, ha riportato sotto la nostra attenzione lo scontro tra- rivelazione dell’arcano-assassini e templari, continuando ad infittire sempre più la lore.
Quest’ultima ci propone una visione precisa: sotto il velo di maya’della storia, si consuma una guerra secolare tra due fazioni, da cui dipendono le sorti del mondo.
Nonostante sia un videogioco, considerato da molti come un passatempo, è possibile fare uno zoom e delineare i motivi per cui le due fazioni si scontrano, definendo le rispettive filosofie entro cui si muovono.
Di fatto, entrambe cercano di realizzare il bene comune per la società, ma da due prospettive ben diverse.
Il credo degli Assassini in Assassin’s Creed
Il celebre motto degli Assassini “Nulla è reale, tutto è lecito” può essere un ottimo riassunto della loro filosofia: non esiste un ordine prestabilito su come le cose debbano andare.
Sta a noi, di volta in volta, discernere quello che si presenta e valutare come comportarsi di conseguenza.
Le azioni di ciascuno individuo devono essere libere da ogni imposizione, in modo da poter realizzarsi e giungere a un bene comune che non preveda una sottomissione cieca ad un ordine prestabilito:
Realizzazione di una società giusta, considerando di volta in volta ciò che viene proposto, senza uniformare ciascuno sotto un ‘tutto’ generale,
Un proposito più democratico
Costruire il futuro viene visto dagli Assassini in Assassin’s Creed quindi come qualcosa di dinamico, che fa i conti con quello che si ha a disposizione in quel periodo storico ed in quel momento.
A tale scopo, quindi, è lecito anche l’omicidio, nel momento in cui questo possa eliminare chi voglia piegare gli altri alla propria volontà.
Le leggi e la morale sono frutti degli esseri umani e quindi diventa possibile raggirarle se questo permette una salvezza della libertà individuale.
Questo ampliamento del campo di ciò che è lecito però non va confuso con una totale libertà:
ogni azione deve essere contestualizzata ed avere un senso che non miri a esiti egoistici.
Non si tratta di una totale anarchia in cui tutti possono fare tutto, ma di agire col senno di poi e in modo pragmatico: un’azione deve essere frutto di un’attenta analisi.
A tal riguardo, gli assassini agiscono nell’ombra e trattengono la lama dagli innocenti:
- farsi scoprire e costringere ad agire in un certo modo da un lato metterebbe a repentaglio la stessa confraternita;
- dall’altro non garantirebbe ai singoli di poter divenire come meglio si crede.
Hegel a cavallo delle due fazioni
Entrambe le prospettive possono trovare un punto medio nella filosofia di Hegel.
Secondo questo filosofo:
il singolo individuo non può mai davvero definirsi come completo se non si adegua e realizza nel generale, nell’universale.
In continua evoluzione
Non è un caso che ha costruito un sistema logico che prevede un superamento dei contrasti, delle antinomie:
per poter realizzarsi appieno, la singola cosa deve riflettersi nel suo opposto e nei gradini superiori, fino ad arrivare a concepirsi come parte di un tutto.
Ogni elemento non è mai ultimato in sé stesso, ma si completa solo partecipando ad altro che va oltre il sé.
Sia assassini che templari considerano il rapporto tra questi due estremi, il particolare e l’universale, ma in modi diversi:
- i primi offrono una maggiore attenzione sul particolare, su quello che viene di volta in volta a svilupparsi, mentre l’universale non viene costruito a priori ma solo nell’agire stesso;
- per i secondi esiste solo un universale sotto cui adeguarsi per poterlo realizzare.
Se quindi gli Assassini e i Templari condividono un fine comune, possono essere visti come due facce della stessa medaglia.
Entrambe le visioni pongono un aut aut all’essere umano su come debba comportarsi:
meglio la realizzazione dei singoli, con il rischio di cancellare la realizzazione di un bene comune, oppure impostare un ordine sacrificandosi ma garantendo una stabilità fin da subito?
Questo interrogativo non trova mai risposta definitiva nella serie, che da 15 anni continua a chiedercelo ad ogni nuovo capitolo.
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Sitografia:
[1] icrewplay.com
