“Questo libro è gender!” ma si trattava di un piccolo Pio La Torre

Il comune di Buccinasco (MI) presenta annualmente nelle scuole dei più piccoli dei libri scelti di comune accordo tra collegio docenti e genitori, che li acquistano, per poi essere presentati e consegnati dal sindaco in appositi eventi. 

Quest’anno, però, non è filato tutto liscio come al solito: La Lega si sarebbe infatti indignata di un libro in particolare, dal titolo “La più bella del mondo”, scritto dal giornalista ed ex sindaco di Roma Walter Veltroni e da Francesco Clementi.

Parliamo di un libro che illustra i principi fondamentali della costituzione, utilizzando come mezzo narrativo le storie, alcune di fantasia, di dodici bambini, ispirati a personaggi storici. Dov’è l’elemento di lamentela?

Nella figura di Pio La Torre, politico italiano e sindacalista, ricordato per aver combattuto contro Cosa Nostra, lotta che gli è costata la vita nell’aprile del 1982.  Ma non si tratta della personalità politica di La Torre ad aver scatenato la furia dei leghisti, ma la sua rappresentazione infantile: un bambino coi tacchi. Il partito, da sempre contrario alle “lobby gender”, non ha riconosciuto nel piccolo protagonista del libro di Veltroni la figura la figura storica del sindacalista, ma un bambino che istigava alla transizione di genere.

Questa “lotta gender” è partita qualche giorno dopo la presentazione del libro dal consigliere leghista Manuel Imberti, che ha pubblicato via social la dichiarazione di genitori contrari all’iniziativa.

A farsi sentire particolarmente sono stati anche i leghisti Rossano Sasso e Fabrizio Cecchetti, che hanno dichiarato:

“Si parla di bimbi partigiani, bimbi giunti in Italia sui barconi e bimbi che indossano i tacchi. Tutto questo avviene all’insaputa dei genitori. Bravo il consigliere comunale della Lega, Manuel Imberti, per aver denunciato la vicenda”.

In più, hanno presentato un’interrogazione in parlamento e l’Ufficio scolastico della Lombardia ha avviato verifiche sulla correttezza della diffusione del testo.

Anche il segretario della Lega, Matteo Salvini, non sfugge l’occasione di commentare l’evento, definendo gravissimo il fatto che nelle scuole delle elementari il primo cittadino regali libri che parlano di temi che non dovrebbero entrare nelle aule scolastiche. Altro fattore scandalistico per il partito di destra, è stato il fatto che questo libro sia stato presentato senza informare le famiglie.

Come sappiamo, le associazioni come Pro Vita e Famiglia si fanno spesso sentire su queste tematiche, tant’è che di recente quest’ultima associazione ha annunciatola campagna “Mio figlio No”, per chiedere alle scuole di non introdurre certe tematiche nelle scuole come, appunto, la fluidità di genere, senza il consenso dei genitori.

Il sindaco Rino Pruiti esprime il fatto che questa iniziativa sia in atto nel comune da una decina d’anni, e che essi si limitino, col dovuto rispetto all’autonomia scolastica, semplicemente a consegnare i libri scelti da docenti e genitori. Inoltre, aggiunge: “Chi ha sollevato questa polemica o non ha letto il libro oppure manifesta una palese ignoranza”.

Ebbene sì, perché basta una breve ricerca, per scoprire che il piccolo Pio, indossava i tacchi della zia, non per propaganda gender, ma perché non poteva permettersi altro. Quei tacchi sono un simbolo della figura di Pio la Torre, che Walter Vetroni ha voluto rappresentare nella figura del deputato del Pci.

Purtroppo, questa spiegazione non ha placato la Lega, che sembra aver trovato altri complotti gender, come nell’Articolo 3 che raffigura due ragazza lesbiche picchiate e l’insinuazione che la religione cattolica sia privilegiata in confronto alle altre religioni.