Le derive del mondo: dal dominio della tecnica alle cosmotecniche

Foto in evidenza: copertina della rivista Weird Tales (1941) con il romanzo breve The Robot God di Ray Cummings

Abstract

La nostra epoca è caratterizzata da un sentimento unico: lo spaesamento. Seppure il mondo sia a nostra portata di mano, è difficile riconoscersi in un sistema improntato solo alla tecnica e al controllo. Laddove gli europei avevano espanso la loro casa tramite le colonie, di ciò non è rimasto nulla, se non il loro figlio illegittimo: l’americanismo. L’universalizzazione della tecnica, tradito il suo carattere di contingenza tipico dello spirito europeo, di stampo USA, nel XXI secolo è stato sfidato sullo stesso campo da una seconda potenza nascente: la Cina. Le due potenze, prototipo dell’Heimatlosigkeit (il ‘senzatetto’), hanno permesso l’affermazione, da un lato di una disindividuazione a opera del consumismo, dall’altro di una forma di coscienza infelice con carattere populista. Entro questa cornice della planetarizzazione, occorre proporre una nuova filosofia: seguendo Hui, tanto un’individuazione di pensiero quanto la proliferazione di cosmotecniche risultano essenziali per avere un futuro. 

Articolo

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Contributi

  • Articolo di: Tommaso Donati
  • Revisione e correzione: Alessio Urgese
  • Impaginazione e SEO editing: Gianmarco Loiacono