Ogni anno tra i tanti temi che dividono l’opinione pubblica pochi sono così polarizzanti come il numero chiuso a medicina. Ogni anno si susseguono dichiarazioni, a favore o contro, di giornalisti e politici. Interminabili le discussioni che si susseguono sui social network tra cittadini indignati e delusi. In questo articolo, per maggiore chiarezza espositiva, passeremo in rassegna le obiezioni più frequenti al numero chiuso, per poi cercare di andare al nocciolo della questione nelle conclusioni.
Mancano i medici, come si può pensare di continuare a tenere il numero chiuso?
Quando il test fu introdotto nel 1987 i medici in circolazione erano troppi rispetto al fabbisogno. Inoltre anche la capienza delle strutture universitarie era stata ormai superata. Anche in ossequio alle direttive europee dell’epoca che stabilivano un certo standard minimo per la qualità dell’istruzione universitaria, si decise quindi di introdurre il famigerato test. Questo fu poi esteso a livello nazionale soltanto a partire dal 1999, a causa di numerose battaglie legali. In quegli anni, tuttavia, la stretta fu sicuramente eccessiva, se pensiamo che per esempio per l’anno accademico 2000/2001 furono messi a bando soltanto 7.106 posti!
La carenza di medici al giorno d’oggi è in parte dovuta a questa programmazione errata, inutilmente bilanciata dalle aperture degli ultimi dieci anni (8.518 posti per il 2009/2010, 10440 per il 2014/2015, fino ad arrivare ai 14/15000 posti circa di questi anni). Al netto di questi errori del passato, assisteremo nei prossimi anni all’esaurirsi progressivo di una carenza oggettiva di medici. Dato per vero che le aperture di oggi sono inutili nel breve termine, a lungo termine invece sortiranno il loro effetto.
I problemi però sono altri. Innanzitutto le borse di specializzazione, che per anni non erano sufficienti a coprire tutti i neolaureati, per cui si assisteva a un vero e proprio imbuto formativo. Anche lì, in ogni caso, la politica si è mossa e si sta muovendo per appianare gradualmente il dislivello. Il problema che, invece, pare irrisolvibile è quello delle condizioni del Sistema Sanitario Nazionale.
Sempre più medici si licenziano per lavorare all’estero, a gettone o in cliniche private a causa di turni massacranti e paghe troppo basse. E se è vero che le borse di specializzazione sono, o saranno, a breve sufficienti per coprire tutti i neolaureati, il problema è come si distribuiscono i candidati tra le varie specialistiche. Alcune sono troppo richieste (cardiologia, dermatologia ..), altre troppo poco (medicina di emergenza-urgenza, anestesia per fare due esempi, troppe responsabilità non bilanciate da un adeguato stipendio).
Infine la cosa più importante: a differenza di altre professioni il numero di medici è strettamente condizionato dal numero di posti di lavoro offerti dal SSN. È vero che esiste anche la libera professione, ma chi la esercita ha in genere 15-20 anni di esperienza alle spalle in ospedale, che quindi è fondamentale per la carriera di ogni medico. E i posti in ospedale non sono illimitati per cui togliendo il numero chiuso, se il numero di neolaureati supera quello dei posti di lavoro effettivamente disponibili una selezione dovrà avvenire in ogni caso. E questa avverrebbe tramite concorsi pubblici, che sono di nuovo dei test!
Le strutture universitarie non sono adeguate ad accogliere tutti?
Lo Stato deve investire di più nell’università!
In un mondo ideale lo Stato realizza ingenti investimenti in ogni settore della società, ma nella realtà le cose stanno diversamente. Dato che- come è noto- le risorse non sono illimitate, alcuni settori vengono privilegiati rispetto ad altri: i pagamenti degli interessi sul debito, le pensioni, gli stipendi dei dipendenti pubblici e così via. Purtroppo la scuola, l’università e la ricerca non sono mai state in cima alle priorità dei nostri governi. Pertanto è difficile che nel futuro un ministro decida di destinare il quadruplo o quintuplo dei fondi ai CDL (Corso Di Laurea) di medicina italiani per accogliere tutti gli studenti che fanno domanda (parliamo di almeno 70-80 mila richieste ogni anno, 5 volte tanto i posti attualmente disponibili!).
Le ricorrenze nelle contestazioni universitarie
Studiare è un diritto, uno studente non può esserne privato!
È vero, studiare è un diritto, ma non lo è studiare medicina, per tutte le ragioni viste precedentemente. Così come è un diritto candidarsi per entrare in magistratura, ma non lo è diventare magistrato. Sempre se non vogliamo avere più magistrati che imputati! Idem per tutti quei percorsi che comprendono prima o poi un test o un concorso.
Il test è ingiusto, non si può valutare una persona dalla sua performance in quel dato giorno, a quella data ora.
Anche questo è corretto, purtroppo ogni sistema è imperfetto: ed è il motivo per cui negli ultimi anni sono state ricercate delle modalità alternative per fare la selezione, uniformando sostanzialmente il test di medicina al sistema TOLC. Ovviamente, anche in questo caso, non sono mancate critiche e polemiche. Per quanto riguarda le famigerate domande di cultura generale, anche queste sono state rimaneggiate o ridotte negli anni, a causa di alcuni casi eclatanti o assurdi (passando per esempio dai 12 quesiti del 2021 ai 4 del 2022). In ogni caso la domanda particolare, fuori luogo o irrisolvibile, capita sempre anche in altri test, non soltanto in quello di medicina.
La selezione la fanno il percorso e il mondo del lavoro.
Questo è vero solo in parte: prima dell’introduzione del test gli studenti che arrivavano in fondo erano comunque troppi per inserirsi tutti nel mondo del lavoro, vale a dire in ospedale. Gli eccedenti tentavano la fortuna in studi privati, alle dipendenze di altri medici. Ma vale la pena studiare 10 anni (e oltre) per condurre una vita da precario?
E se si facessero entrare tutti per poi fare la selezione sulla base degli esami sostenuti al primo anno (come avviene in Francia)?
Ebbene, al di là dei problemi organizzativi, neanche questa soluzione può essere definita veramente giusta. Se in un test può capitare la domanda assurda, o che tratta proprio l’argomento che non si è avuto il tempo di ripassare, allora questo può accadere anche negli esami universitari. Oppure può capitare il professore con una particolare antipatia o simpatia per questo o quello studente, il che influenza alla fine il voto dell’esame (o la promozione).
Conclusioni
Per concludere è importante spendere due parole su quello che forse è il punto centrale della questione. Chi è contrario al numero chiuso, ritiene di solito che l’unica ragione per cui esiste il test di medicina è quella di tenere in vita una casta di privilegiati. E che tutti gli argomenti trattati precedentemente siano soltanto dei pretesti per celare i veri motivi di chi sostiene il numero chiuso. Ebbene parlando di diritti, è anche un diritto quello di avere buone probabilità di inserirsi con successo nel mondo del lavoro e con uno stipendio dignitoso. Sopratutto se ci si impegna a studiare per 10 anni (e oltre) della propria vita in vista di un obbiettivo.
Certo, si può obiettare che questo deve essere un diritto di tutti, ma dato che la maggior parte degli sbocchi lavorativi riguardano il libero mercato, questo sembra difficile da realizzare. Prendiamo la professione del giornalista. Come si potrebbe fare per garantire un posto di lavoro a chi vuole impegnarsi in questo percorso? Statalizzando tutti i giornali e inserendo un apposito numero programmato per chi vuole fare il giornalista?
È evidente che si tratta di domande senza risposta. E spetta alla Politica offrire soluzioni che rilancino l’economia e la crescita, combattano il debito e compensino gli effetti negativi della globalizzazione. Al fine di offrire paghe dignitose e posti di lavoro a ogni cittadino. Sicuramente la questione va oltre gli obbiettivi di questa trattazione. Infine, si può veramente pensare che una buona paga basti per qualificare i medici come privilegiati, nonostante gli effetti di turni massacranti ? Dei burn out sempre più frequenti? Responsabilità nei confronti della vita del paziente ? Reperibilità anche di notte, sacrifici durante gli studi e anche dopo?
Sitografia
[1] Ministero dell’università e della ricerca, https://www.mur.gov.it/it
[2] FNOMCeO (Fed. Naz. Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri), https://portale.fnomceo.it/
[3] SISM (Segretariato Italiano Studenti in Medicina), https://nazionale.sism.org/
