Pisa e Pace

(In copertina: Il Rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi)

L’Università di Pisa ha modificato il proprio Statuto nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 29 gennaio 2025: adesso la cultura della pace rientrerà ufficialmente nei principi fondanti dell’Unipi. Contrastanti i pareri delle associazioni universitarie: Azione Universitaria e Sinistra Per hanno espresso il proprio punto di vista sulla svolta.

L’Università di Pisa ha modificato il proprio Statuto

Piaccia o meno, questa scelta rappresenta un evento storico.

Nella seduta del 29 gennaio 2025, il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pisa ha approvato quattro modifiche allo Statuto dell’ateneo, introducendo significative affermazioni sugli orientamenti istituzionali.

In base alle modifiche, l’Ateneo pisano:

  • “Promuove una cultura di pace, il rispetto dei diritti umani e l’impegno per lo sviluppo sostenibile” (art. 1);
  • “Riconosce la pace quale principio fondamentale e si impegna a promuoverne l’applicazione nell’ambito di tutte le proprie attività istituzionali” e “imposta le proprie attività su un criterio di responsabilità verso l’impatto che queste possono avere su società e ambiente, nel rispetto dei valori e dei principi sopra enunciati” (art. 2);
  • “Condivide i principi della ricerca e innovazione responsabile” (art. 3);
  • Nell’articolo 4 è inserito un intero comma (l’8), che stabilisce che l’Ateneo “non sostiene e non partecipa ad alcuna attività finalizzata alla produzione, allo sviluppo e al perfezionamento di armi e sistemi d’arma da guerra”.

Di fatto, si tratta della prima università italiana a riconoscere ufficialmente la prassi della “cultura di pace” tra i principi fondamentali, con la conseguenza di essere la prima a negare espressamente il sostegno alla ricerca a fine militare.

La delibera è frutto di mesi di dibattito, durante i quali il tema è stato tra i più caldi e discussi negli incontri tra studenti e nelle manifestazioni in piazza, come ha modo di notare anche chi solo da pochi mesi frequenta l’Ateneo.

Il dibattito sulla cosiddetta “militarizzazione delle università”, diventato particolarmente acceso dopo i fatti del 7 ottobre 2023 (attacco di Hamas a Israele, ndr), inizia a produrre le prime conseguenze sul piano legale e amministrativo, almeno all’interno delle università.

È possibile che altri atenei decidano di seguire l’esempio di Pisa, adottando posizioni simili o contrastanti nei propri statuti.

Questo potrebbe accelerare l’ingresso del dibattito nelle aule legislative nazionali e portare alla produzione di provvedimenti su scala nazionale.

Solo il tempo dirà quali saranno gli sviluppi concreti di questa svolta pisana.

I commenti sulla svolta

Intanto, a Pisa arrivano i primi commenti sul provvedimento.

Il rettore Riccardo Zucchi, che già dal 2024 aveva espresso l’intenzione di modificare lo statuto in questa direzione, si è dichiarato soddisfatto:

“I risultati delle ricerche condotte devono contribuire allo sviluppo e al benessere della comunità intera. E le armi non ne fanno parte […] è indispensabile che l’Università dia un segnale esplicito della sua scelta di campo a favore della pace e si dissoci da ogni attività volta allo sviluppo di armamenti”.

Tuttavia, si registrano le prime manifestazioni di contrarietà alla svolta “antimilitarista” dell’Università.

Annalisa Maggi, direttrice nazionale di Azione Universitaria e studentessa a Pisa, ha espresso la sua contrarietà, pochi giorni prima della seduta del Consiglio di Amministrazione che ha approvato la proposta:

“mascherate dietro l’idea di una ‘cultura di pace’, queste proposte rappresentano un attacco diretto alla libertà accademica e una visione ideologica e miope che rischia di relegare l’Ateneo all’irrilevanza scientifica”.

Secondo Maggi,

“L’innovazione nasce anche in contesti militari e ha ricadute positive per tutta la società e per l’università stessa”.

Inoltre, nella sua dichiarazione, è compresa anche una doppia critica al rettore Zucchi,

“a causa di una pessima gestione finanziaria da parte del rettore Zucchi, Unipi taglia servizi e aumenta le tasse agli studenti per ripianare il bilancio. Ogni progetto di ricerca, inclusi quelli in ambito militare, porta finanziamenti essenziali. Rinunciare a questi progetti significa tagliare ulteriormente servizi o imporre nuove tasse, mentre le grandi industrie si rivolgeranno a centri di ricerca più lungimiranti”.

Dopo l’approvazione delle modifiche, è arrivata la replica di Sinistra Per, principale gruppo di sinistra universitaria a Pisa:

“le modifiche (ormai definitive e trasmesse al Ministero) dello Statuto Unipi suscitano scalpore in chi sostiene che la ricerca a fini bellici sia un importante strumento per l’avanzamento tecnologico e scientifico. La scienza, privata dell’etica e della volontà politica, diventa uno strumento cieco, attraverso il quale gli atti più atroci possono essere commessi. Il fine viene raccontato come alto e nobile, ma sempre di orrori si parla. C’è oggi chi ritiene sbagliato condannare le squadre mediche naziste che condussero tremendi esperimenti sui corpi dei milioni che internarono nei campi di sterminio?”.

Alla questione militare, sintetizzata in un paragone volontariamente estremo, è strettamente legata la critica alla dipendenza della ricerca dai finanziamenti esterni:

“Quando diventa schiava della necessità di essere finanziata, la ricerca è stata già limitata in partenza. Condotta dalla volontà di attrarre finanziamenti e non dalla libera aspirazione di chi la porta avanti. Così accade che qualsiasi ricerca non porti direttamente a un profitto venga etichettata “di secondo livello” e messa da parte”.

Leggi anche: Cronache leccesi: cos’è successo davvero durante le manifestazioni del 7 gennaio?

Cosa accadrà nei prossimi mesi

L’ultimo passaggio per l’approvazione dello Statuto, già votato all’unanimità da Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione, è al Ministero dell’Università, che si esprimerà nelle prossime settimane.

Il dibattito interno all’università continuerà sicuramente nei prossimi mesi.

Negli ultimi tempi, l’Università di Pisa si è distinta sia nella ricerca sulle nuove tecnologie (è notizia di pochi mesi fa l’avvio di una collaborazione con OpenAI per studiare le possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale in ricerca e istruzione) sia nel prendere posizione su temi di attualità che potenzialmente la coinvolgono, come il dibattito sul DDL sicurezza, su cui il rettore Zucchi si è espresso in modo netto alcune settimane fa.

Nel frattempo, l’attenzione degli studenti è concentrata sugli esami della sessione invernale, mentre le lezioni riprenderanno il 17 febbraio.

Nei corridoi dell’Ateneo, il dibattito è già acceso.

Bibliografia e Sitografia

  • Statuto dell’università di Pisa: al momento (31/01/2025) sul sito di Unipi non è disponibile la versione aggiornata dello statuto. Sarà pubblicato probabilmente dopo l’approvazione del Ministero;
  • “Guerra sulle armi in Ateneo”, la Nazione 24/01/2025: Guerra sulle armi in Ateneo. Scontro politico fra gli studenti;
  • “Unipi, la pace nello statuto”, la Nazione 30/01/2025: Unipi, la pace nello statuto. “Cambiati tre articoli e un comma. Siamo i primi a farlo in Italia”;
  • Intervista al rettore Zucchi su DDL sicurezza e statuto Unipi, la Nazione 15/01/2025: L’Università e gli 007: “Cooperare? Sì, va bene. Ma noi non siamo spie”;
  • Sinistra Per sulle modifiche: PER CHI NON VUOLE CONDANNARE MENGELE – Sinistra Per…;
  • Unipi e OpenAI: Intelligenza Artificiale: alleanza tra Università di Pisa e OpenAI.

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