Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza è un noto fumettista italiano che ha cambiato per sempre la visione del fumetto.
Nato in provincia di Ascoli Piceno, Andrea trascorre la sua vita sin dai primi anni in Puglia, a San Severo. Nasce nelle Marche solo per una decisione della madre, che tiene molto a lui, a differenza di quanto potrebbe far sembrare il nome chilometrico che gli è stato dato.
Andrea cresce in un ambiente immerso nell’arte. Il padre, Enrico, è un insegnante di storia dell’arte e disegno, mentre la madre Giuliana insegna educazione tecnica.
Il suo destino sembra già scritto quando si iscrive al liceo artistico di Pescara: qui stringe amicizia con colleghi e mostra il suo talento innato. Si dice che fin dall’inizio non avesse bisogno di utilizzare la matita per creare un disegno preparatorio e che riuscisse a superare persino gli insegnanti.
Prosegue i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove la sua vita inizia a cambiare. Un po’ per il fervore che caratterizzava gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, un po’ per il fascino dell’artista decadente, Andrea entra nella spirale della droga.
In quel periodo si appassiona al mondo del fumetto, che in altri Paesi era già ben avviato e raccontava storie di politica, di supereroi, mentre l’Italia era ancora legata alla mentalità secondo cui i fumetti erano solo per bambini e non potevano trattare argomenti interessanti (con l’eccezione di Magnus, ovviamente). Questo, però, non era affatto il punto di vista di Andrea.

Il fumetto come espressione
Con carta bianca e pennarello, Paz esterna tutte le sue sensazioni, positive e non. Racconta come vive la sua città, il rapporto con le donne, la tormentata storia d’odio e d’amore con l’eroina… il suo ultimo fumetto parla proprio di questo.
Gli ultimi giorni di Pompeo è il testamento di Paz: il protagonista, Pompeo, è un giovane ragazzo che vive a Bologna negli anni Settanta e cerca di affrontare serenamente la propria esistenza, restando lontano dalle sostanze. La tentazione, però, è troppo forte ed ogni volta ci ricasca, trascinandoci nel suo bisogno altalenante di smettere e ricominciare, di vivere e morire. Pompeo non riesce a immaginare un mondo felice senza eroina e ne cerca sempre di più per sfuggire alla sua vita angosciosa, opprimente e solitaria, in cui non gli è rimasto più nessuno disposto a stargli accanto.
L’unica persona che cerca di tenersi stretto è la madre, che chiama al telefono. Vi risparmio la scena straziante, anche perchè così la curiosità vi spingerà a leggere il fumetto. Il finale di questa storia è già suggerito dal titolo. L’opera, pubblicata postuma nel 1987, raccoglie le tavole originariamente pubblicate a puntate sulla rivista ALTER ALTER, successivamente raccolte e unite in un unico volume.
Sesso, droga e Rock&Roll
Paz viene spesso e volentieri definito dai critici la rockstar del fumetto italiano. Nei suoi modi di fare e nelle sue storie, è sempre stato fuori dagli schemi. Gli ultimi giorni di Pompeo è il diario di una vita sfrenata e abbandonata ai vizi, dove però si racconta anche il lato più umano: paure, angosce e delusioni che tormentano il Pompeo tossicodipendente.
Il fumetto venne scritto in periodi diversi della vita di Paz, e questo si nota non solo dal tratto della penna e dallo stile, che a un occhio attento possono sembrare cambiare in base al punto della storia in cui ci troviamo, ma anche dal fatto che non fu disegnato su pagine bianche, ma con righe e quadretti sullo sfondo.
Fu lo stesso Pazienza a chiedere in redazione di non eliminare quegli elementi, considerati da altri superflui, come se lui avesse disegnato tutto quello che gli passava per la testa direttamente su un foglio, come un flusso per sfogare rabbia e delusione verso quella vita.
Quando il fumetto era in via di pubblicazione, Andrea si stava disintossicando. Ma il problema non è smettere, quanto non ricominciare. Andrea Pazienza muore il 16 Giugno 1988 nel suo bagno a Montepulciano. A dare la notizia è la moglie Marina, convinta anche lei che il marito fosse ormai completamente sobrio. Tuttavia, Andrea si spegne a causa di un’overdose di eroina. La sua tomba è a San Severo, terra della sua infanzia.
La testimonianza dell’epoca
Gli ultimi giorni di Pompeo è una storia a fumetti pubblicata inizialmente a puntate su una rivista, come abbiamo detto in precedenza. Tuttavia, a un certo punto, la pubblicazione si interrompe senza una vera conclusione. Il caporedattore decise di non continuare, a causa del focolaio di AIDS che circolava in quel periodo in Italia. All’epoca si sapeva ancora poco su questa malattia, nemmeno il modo in cui il virus dell’HIV si trasmettesse. Iniziarono a circolare strane voci, che si cercò di sopprimere, motivo per cui la storia fu bloccata e venne presa in considerazione solo molti anni dopo.

Andrea riuscì comunque a riscuotere successo grazie alle sue opere, un traguardo non scontato, soprattutto in un paese che osanna l’arte allo stesso modo in cui denigra i suoi artisti. Pompeo non è solo un alter ego del suo autore, ma anche il simbolo di una generazione abbandonata a se stessa e disillusa. Nonostante siano passati circa quarant’anni dalla sua creazione, possiamo ancora constatarne l’attualità.
Contributi
- Articolo di: Alessandra Petrachi
- Correzione bozze: Elide Cafaro
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