Il Sorriso di Pierandrea 

“Il Sorriso di Pierandrea ODV” è un’associazione nata nel ricordo di Pierandrea Longo, un ragazzo affetto da una malattia rara, scomparso a 18 anni, il 21 aprile 2022. L’associazione, costituita a maggio dello stesso anno e con sede a Strudà di Vernole (LE), vuole tendere la mano ai più deboli e, in particolare, alle persone affette da gravi patologie o che vivono forme di disagio sociale. Oggi parleremo con Simone, il papà di Pierandrea, che ci racconterà la storia dell’associazione, dalla sua nascita ai progetti futuri.

Le realtà simili a “Il Sorriso di Pierandrea ODV” hanno un valore aggiunto e, spesso, lo si capisce soprattutto dai nomi che vengono usati.  Il “PesciolinoRosso”, ad esempio, nasce da un aneddoto che lega Emanuele, sedicenne morto annegato nel fiume Chiese, al padre Gianpietro. Nel tuo caso, Simone, perché hai scelto di dare questo nome all’associazione?

«Il nome dell’associazione non poteva non comprendere quello di Pierandrea, perché Pierandrea è stato l’ispiratore di questa associazione; senza la sua storia l’associazione non ci sarebbe stata. Abbiamo voluto affiancare al suo nome anche il sorriso. Il sorriso è stata una caratteristica di Pierandrea nel suo breve passaggio terreno. È stato un ragazzo solare, pieno di vita, altruista, gentile, dignitoso e ha mantenuto tutte queste caratteristiche fino alla fine dei suoi giorni anche quando nella sofferenza, probabilmente, altri avrebbero avuto atteggiamenti diversi».

Spesso le associazioni di questo tipo nascono da vere e proprie “illuminazioni”, viste nel senso più concreto e umano del termine: momenti nei quali si avverte la necessità di creare un simile progetto. È stato così anche per la nascita de “Il Sorriso di Pierandrea ODV”? Ricordi la tua “illuminazione”?

«Questa è una domanda dura. La dipartita di un giovane ragazzo di diciott’anni non può illuminare, al più può rabbuiare la vita di chi rimane. Anche qui, però, devo dire che per Pierandrea non è stato così. Io, come papà, sin dai primi momenti della sua scomparsa ho avuto quest’ispirazione. Non so come spiegarlo, perché era come se in quei momenti, quelli immediatamente successivi alla sua scomparsa, riuscissi a vedere qualcosa di diverso. Forse era anche la voglia di fuggire dal dolore che senz’altro questa perdita mi causava, ma avevo bene in mente e chiaro quello che avrei dovuto fare; ecco perché parlo di ispirazione.

Probabilmente Pierandrea, in qualche modo, mi è stato vicino e mi è ancora vicino in questo progetto illuminando il cammino che ogni giorno facciamo noi in quanto familiari ma, soprattutto, come associazione, provando a trasmettere la bellezza di quello che è stato Pierandrea con le sue qualità e le sue virtù».

Da chi hai ricevuto i primi supporti per fondare l’associazione?

«Senza dubbio le persone che hanno condiviso con me l’idea della nascita dell’associazione sono stati i familiari e gli amici più stretti di Pierandrea. Ricordo che il 13 maggio 2022 erano trenta i soci fondatori riuniti in casa nostra per poter dare luogo a questa realtà che poi, chiaramente, si è allargata. Siamo, infatti, arrivati ad avere oltre 200 associati e questo rappresenta per noi familiari, per gli amici e per chi ha creduto in questo progetto sin dall’inizio uno stimolo per continuare ad andare avanti e portare in alto il nome di Pierandrea e la sua memoria».

L’associazione è divisa in sei aree tematiche. Mi ha colpito il fatto che ciascuna richiami una caratteristica o una passione di Pierandrea. Che ricordo hai del primo evento che è stato organizzato e cosa ha richiamato, in particolare, di Pierandrea? 

«Furono altre associazioni a coinvolgerci nel primo evento, perché era trascorso poco tempo dalla scomparsa di Pierandrea e quindi non si aveva tantissima voglia di fare. È stata una manifestazione in piazza, a Lizzanello, organizzata dal Comune e dal “Vespa Club” di Lecce insieme alla scuola di danza di Fatima, la ragazza di Pierandrea. È stato organizzato questo momento per commemorare Pierandrea esprimendo, attraverso dei balletti eseguiti in piazza dopo la messa nella chiesa di Lizzanello, la bellezza dell’arte e dello sport. Allo stesso tempo in quella stessa piazza furono esposte tante vespe. Pierandrea ne possedeva una per cui la sua era quella che spiccava in quell’occasione».

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Quali sono dunque le aree tematiche?

«Diverse sono le aree di intervento della nostra associazione. Nel nostro sito web abbiamo voluto raggrupparle in sei aree tematiche. Queste richiamano in alcuni casi delle passioni di Pierandrea, in altri la voglia di poter ripetere alcune esperienze conosciute anche grazie alla storia triste dell’ultima parte della vita di Pierandrea.

La prima area tematica è rappresentata dal turismo solidale. Noi, insieme a Pierandrea, negli ultimi mesi della sua vita abbiamo avuto la necessità di trasferirci in Toscana, dove abbiamo ricevuto oltre alle cure – che purtroppo non hanno portato alla soluzione del problema di Pierandrea – la solidarietà di associazioni e fondazioni che ci sono state vicine e ci hanno fatto sentire a casa anche in un territorio vissuto con il dolore nel cuore ma tanto fiduciosi che il problema si sarebbe risolto. Quindi, per noi “turismo solidale” significa ospitare ragazzi, ragazze e le loro famiglie – che vengono da percorsi di malattia grave – nel nostro Salento, per offrire loro la possibilità di ritemprarsi attraverso dei periodi di vacanza offerti gratuitamente dalla nostra associazione, garantendo loro un po’ di serenità nell’auspicio che questo contribuisca ad alleviare le sofferenze dei ragazzi.

A questo è connessa la seconda area tematica, ovvero quella del sostegno da parte della nostra associazione alla ricerca, in particolare la ricerca sulle malattie rare, perché una malattia rara è stata quella che ha portato via Pierandrea. Senza ricerca oggi sono poche le speranze che si possono dare ai tanti ragazzi e bambini che spesso soffrono di queste malattie e quindi hanno bisogno di qualcuno che abbia competenze specifiche e che possa trovare una cura e delle terapie adeguate. Ecco perché abbiamo un forte impegno in tal senso.

L’altro tema di cui ci occupiamo è quello della rigenerazione ambientale. Anche questo è strettamente connesso alla salute perché, se viviamo in un ambiente sano, è molto più probabile che riusciamo a vivere una vita che possa essere il meno possibile intaccata da situazioni che possano metterla a repentaglio. Dobbiamo avere il rispetto dell’ambiente e questo è un messaggio che vogliamo dare soprattutto alle giovani generazioni. 

A proposito di giovani generazioni, Pierandrea è stato uno studente all’ultimo anno del liceo scientifico, se n’è andato alla vigilia della sua maturità e quindi la scuola rappresenta per noi anche un ambiente che ci lega a lui. Ai ragazzi delle scuole superiori vogliamo parlare provando a trasmettere loro un messaggio: la vita deve essere vissuta sempre al meglio provando a guardare più in profondità, provando anche a parlare di fenomeni che, ahimè, interessano i ragazzi. Fenomeni che tante volte li distolgono da interessi sani che, invece, li intrappolano in situazioni negative se pensiamo, per esempio, al cyberbullismo e al bullismo nella scuola. Ecco perché ci siamo impegnati diverse volte con le scuole a organizzare delle giornate in cui, attraverso esperti volontari, portiamo la nostra testimonianza su questi temi.

L’altro aspetto importante è quello dello sport. Pierandrea è stato un ragazzo sportivo che, nella sua breve esistenza, ha praticato sempre sport, quindi gli eventi sportivi che realizziamo sono per ricordare la sua memoria da un lato ma, allo stesso tempo, per trasmettere a chi partecipa (soprattutto ai giovani) il valore dell’inclusione. Fare sport non significa necessariamente ambire a diventare il numero uno ma significa stare bene e provare a curare il proprio corpo e la propria mente e, allo stesso tempo, anche riuscire a includere quei ragazzi che magari non possono fare sport. È giusto che intorno a un campetto o a una piscina si possano ritrovare tutti a sostenere questo valore.

L’ultimo tema è quello delle iniziative culturali. Pierandrea, lo dicevo poc’anzi, era un ragazzo poliedrico e aveva tanti interessi tra cui anche l’interesse per l’arte in tutte le sue forme. Suonava la chitarra, gli piaceva viaggiare e abbiamo voluto trovare uno spazio nella nostra associazione che possa far vivere ai giovani (e meno giovani) la bellezza dell’arte e della cultura.

Una buona parte del sostegno alla nostra attività viene da iniziative specifiche che sono quelle di creazioni solidali che vengono realizzate dalle nostre volontarie e dai nostri volontari e che, in occasioni di ricorrenze, si possono donare ai propri ospiti lasciando un contributo all’associazione.

Attraverso questi contributi riusciamo a portare avanti le varie attività della nostra associazione che sono appunto quelle indicate nelle aree tematiche. Come si può vedere dal sito web abbiamo vari canali di sostegno: le donazioni, la raccolta del 5×1000 e specifiche raccolte fondi anche sulla rete».

Dopo il primo evento l’associazione ha continuato a organizzare eventi come “Tu al posto mio”, per riflettere su bullismo e cyberbullismo, e “Un albero per ricordare… un albero per celebrare”, in occasione della giornata internazionale dell’albero. Qual è il prossimo evento che vi vede coinvolti?

«La nostra associazione ha voluto, sin dall’inizio, circoscrivere anche il numero di eventi e di manifestazioni da programmare nel corso dell’anno perché sappiamo bene che, per poter organizzare un evento in maniera adeguata, ci vuole tempo e fatica.

Tuttavia, il prossimo evento che abbiamo in programma sarà “Insegnami a sorridere”. È la seconda edizione di un concorso organizzato in occasione dell’anniversario della scomparsa di Pierandrea. Si svolgerà dai primi di aprile fino alla metà di maggio e diverse scuole superiori della provincia di Lecce si misureranno in un torneo di pallavolo, nella redazione di un progetto di idee di solidarietà – che l’associazione può realizzare se lo ritiene fattibile – e nella realizzazione di un’opera artistica varia (scultura, poesia, scrittura di una canzone, realizzazione di un piatto artistico ecc.).

Questa iniziativa alla fine vedrà premiate le scuole che si classificheranno prime nelle singole aree tematiche con un premio in denaro che verrà riconosciuto alle stesse e destinato esclusivamente a favorire l’inclusione e quindi a respingere ogni forma di discriminazione all’interno delle scuole».

Come ho affermato all’inizio, la vostra associazione ha in sé un valore aggiunto, che si traduce nelle varie attività che vengono organizzate e nei messaggi che ciascuna di esse vuole trasmettere. C’è, a tal proposito, un messaggio che vorresti condividere con i nostri lettori?

«Avendolo già fatto precedentemente non mi soffermerò sui messaggi che sono legati alle singole attività, alle singole aree tematiche della nostra associazione e provo a riassumere quello che è il messaggio cardine de “Il Sorriso di Pierandrea”: tendere la mano, dare un aiuto ai ragazzi che vivono gravi difficoltà soprattutto in termini di percorsi di cura legati a malattie importanti, ma anche a quelli interessati da gravi disagi sociali. Tutti i nostri sforzi sono indirizzati a dare questo tipo di sostegno e ricordiamo sempre ai giovani che la vita è fatta di momenti alti, ma anche di momenti bassi in cui veramente ci si chiede quale sia il senso della vita. Vogliamo comunicare che non bisogna arrendersi mai e che non bisogna mai smettere di sorridere alla vita».