Gli intellettualoidi

A seguito di alcune vicissitudini personali mi ritrovo costretto – anche se tale costrizione è solo un pretesto per dar sfogo a un pensiero che mi tormenta da tempo – a dover fare il punto su una ben definita categoria di persone che definisco intellettualoidi. Probabilmente avete solo una vaga idea di chi possano essere ma ciò che è certo, a mio parere, è che abbiate percepito la loro goffaggine ed incertezza, dovute all’appartenenza e, allo stesso tempo, alla non appartenenza alla grande categoria degli intellettuali. Analizziamo ora tale definizione in modo che voi possiate già sapere in partenza se vi appartenete o meno. 

Intellettualoidi: un tentativo di definizione


Definisco un intellettualoide una figura avvolta da un’eterna malinconia storico-culturale, che è percepibile pure a distanza e che risulta, il più delle volte, asfissiante per chi li ascolta. Da tale malinconia discendono tutte le altre caratteristiche.

Astio per il presente

Una malinconia per il passato si tramuta, in questo caso, in astio nei confronti del presente. Tale sentimento spesso non è retto da alcuna argomentazione opportuna e si rimarca il valore che ha avuto il passato senza andare effettivamente ad indagare sulle caratteristiche del presente. Sentiamo spesso nei loro discorsi l’uso/abuso delle parole “Sistema”, “Ideale”, “Stato”, “Società”, parole così pregne di significato che perdono tutto il loro valore e finiscono con il diventare vuote

Pertanto, per gli intellettualoidi il presente è sbagliato sol perché è diverso dal passato e ciò segue necessariamente dalla carenza argomentativa prima citata.

E inadatte son pure le compagnie

sbagliate son pure le persone che li circondano. Lamentano spesso di non essere compresi quando non si è compiuto neppur un sacrificio per permettere alle altre persone di entrare nella loro preziosa ed allo stesso tempo inconsistente cerchia.

Decadenza dei costumi

Una metamorfosi più elegante è quella che caratterizza il passaggio dalla malinconia ad un modo di apparire, in termini puramente estetici, ben specifico. Il fatto che sia specifico ha come diretta conseguenza un’angosciosa omologazione: li vediamo addobbati da vestiti indiscutibilmente fuori epoca, con tagli e acconciature che non si vedono nei saloni da almeno trent’anni.

Decadenza dei gusti

Oltre al modo di apparire puramente estetico vi è anche un’omologazione in termini di gusti culturali. Non è infatti insolito notare che i gusti musicali, letterari o filosofici riflettano, ancora una volta, quelli di un’epoca passata e, per l’astio prima menzionato, si rinnegano le forme culturali moderne, ancora una volta, sol perché moderne (anche se, in questo caso, tale sentimento è il più delle volte condivisibile).

Generazione ribelle: eccesso e leggerezza

La malinconia storica che li pervade degenera anche in un attaccamento al mito della generazione ribelle che ha due dirette conseguenze, che possono apparire contrastanti: eccesso e leggerezza.

Eccesso nello sperimentare continue forme di ebbrezza (non si intendono solo quelle fisiche) spinti il più delle volte dal dovere di comportarsi in questo modo sol perché si è giovani.

Tale ebbrezza offusca la mente, impedendo loro di prendere qualsiasi cosa con serietà e da ciò segue una crudele leggerezza che si traduce, soprattutto, in un’incapacità di gestione dei rapporti umani.

È comune, infatti, attribuire alle persone il valore del caso; non donerebbero mai due ore del loro prezioso tempo quando si intravede l’ombra di un rapporto solido. Tali individui risultano spesso eccessivamente impegnati ma ciò dipende solo da un’altra incapacità, quella di gestire il proprio tempo.

Un dubbio amletico


Ora che sapete quali caratteristiche sono necessarie per poter essere definiti intellettualoidi avete due opzioni

Se appartenete a questa categoria probabilmente giudicherete l’articolo inconcludente o, peggio ancora, vanesio e vi invito perciò a muovere le vostre critiche.

Se non vi appartenete allora analizzate le persone che vi circondano e concludete chi di loro sia o meno un intellettualoide.

Si potrebbe infine pensare, nonostante tutto, che essi siano in realtà degli intellettuali a tutti gli effetti ma dimostriamo che non è così esponendo almeno una caratteristica dell’intellettuale che l’intellettualoide non potrà mai sperare di avere.

Per evitare di sbagliare, citiamo il vocabolario.

Intellettuale: persona fornita di una buona cultura o cultore di studi, spec. in quanto ritenuto capace di esercitare una profonda influenza nell’ambito di un’organizzazione politica o di un indirizzo ideologico; a volte iron. o spreg., per sottolineare un’astratta cerebralità o un’ostentazione di superiorità.

Influenza. Un intellettuale è una persona capace di esercitare una profonda influenza, è in grado di plasmare la “Società” (concedetemi per un attimo il termine) alla sua radice ovvero nell’ideologia.

L’influenza dell’intellettualoide è invece un’influenza superficiale, che non va ad intaccare alcuna ideologia poiché riguarda semplicemente una serie di atteggiamenti.

Poche e dimesse conclusioni


Concludo col dire che gli intellettualoidi rappresentano il più goffo ed ingenuo tentativo di rimediare alla dilagante carenza culturale che caratterizza questo periodo e ciò che possiamo apprezzare è solo il tentativo.