Ansia da regalo 2023: per un Natale meno consumista.

Cosa fare quando la felicità del Natale si trasforma in ansia da prestazione per i regali? E se provassimo a pensare ad una soluzione diversa dal solito?

Il Natale fa bene all’anima


Decorazioni, profumo di pan di zenzero, canzoni e film di Natale. Condivisione e incontri. Natale è quel periodo dell’anno che in molti aspettiamo. Quel mese in cui ci sentiamo autorizzati a romanticizzare ogni momento. Sono giorni in cui l’atmosfera è gioiosa, le giornate meno pesanti.

Assaporare l’atmosfera natalizia è quasi una necessità perché, ammettiamolo, il Natale ci fa stare bene (e lo dice anche la scienza). Il semplice addobbare la casa, vedere le luminarie lungo le vie della città o concedersi una buona tazza di cioccolata calda fa bene alla nostra anima. Non vediamo l’ora che arrivi dicembre per iniziare ad ascoltare quei brani intramontabili che da sempre ci emozionano.

L’incubo del regalo perfetto: sempre la stessa storia


Eppure, anche con le migliori intenzioni, ogni anno succede la stessa cosa. Al ridosso delle vacanze non abbiamo ancora completato la lista di innumerevoli regali che, tempo prima, ci eravamo prefissati di comprare per tempo. Ogni anno sempre la stessa storia: anche se ci eravamo ripromessi di non ridurci come l’anno prima, stressati e con l’acqua alla gola.

La ricerca dello spirito natalizio subisce, dunque, una brusca frenata. Veniamo resi schiavi del tempo che scorre ancora più veloce e dei soldi che, ormai senza controllo, continuano ad uscire dal portafoglio. “Natale è Natale“, tentiamo di convincerci, “e i regali bisogna pur farli“.

Il significato del Natale sembra quindi convergere totalmente in quel gesto, in quella cosa comprata magari di fretta e controvoglia. Il “fare regali per puro piacere” è un’utopia lontana. Siamo troppo impegnati a cercare qualcosa che non ci faccia sfigurare, qualcosa che riesca a stupire l’altro più dell’anno precedente. E di quello prima ancora.

Siamo davvero obbligati?


Alcuni ricollegano questa usanza ad un vecchio vescovo bizantino, in Italia conosciuto come San Nicola di Bari. Intorno al IV secolo, durante la notte del 25 dicembre nascondeva piccoli doni nelle scarpe che i bambini lasciavano fuori dalla porta di casa.

Il Natale, che non è altro che un rito pagano cristianizzato e ha sempre avuto come protagonista lo scambio dei regali, per dimostrare il legame (ma anche la superiorità a volte) tra le persone. Tuttavia, se una volta – per mancanza generale di risorse e denaro – i doni erano piuttosto semplici e non era nemmeno scontato farli (molto spesso si trattava di cibo, frutta secca, giochi in legno per i più piccoli), oggi le cose sono molto diverse.

Il fatto che “Natale” stia diventando sempre di più un sinonimo di “consumismo” non facilita di certo la scelta di astenersi dalle compere. La decisione di non fare i regali è spesso fonte di ansia e di stress. La stessa dose di malessere ritorna quando si prova nel doverli scegliere entro una certa scadenza quando non si ha la più pallida idea di cosa comprare.

A quanti di voi è capitato di avere già l’ansia per l’anno successivo, sapendo che, comprato questo oggetto, abbiamo esaurito ogni idea possibile per quella persona?

La scelta del “regalo perfetto”? Ma mancano i bisogni reali.


Nonostante la tradizione dei regali sia davvero forte, personalmente ritengo che regalare qualcosa non sia sempre d’obbligo. Provate solo a pensare perché sia così difficile fare regali, e non è perché non conoscete abbastanza quella persona.

È così difficile indovinare cosa vorrebbe l’altro, perché forse c’è veramente poco da indovinare. Forse quello che manca è un reale bisogno di qualcosa. Molto probabilmente è il consumismo che ci porta a sentirci obbligati a fare regali su regali, a comprare per poi sentirci in colpa per ciò che abbiamo preso (“forse non mi serviva così tanto…“) o per quanto abbiamo speso.

Come evadere dal circolo vizioso dei regali?


  1. Parlarne (in anticipo). Questo è un consiglio che, secondo me, vale ancora di più con le persone con cui abbiamo un rapporto stretto. Parlandone si possono esplicitare le proprie intenzioni o bisogni: “vorrei farti un regalo che ti sia utile”, “C’è qualcosa di cui avresti bisogno?“. Oppure ancora: “cosa ne dici se quest’anno ci regaliamo un’esperienza?“. Questo non vuol dire eliminare quella parte magica che è la sorpresa del regalo. Si potrebbe anche ottenere un ulteriore miglioramento del legame interpersonale.
  2. Regalarsi del quality time. Lo spirito natalizio ci suggerisce condivisione, tempo, attenzioni, cura verso l’altro. Natale vuol dire anche riallacciare quei rapporti che durante l’anno si sono un po’ persi per via della frenesia e dei mille impegni. Perché non regalarsi una bella rimpatriata di gruppo, oppure un pomeriggio di chiacchiere e risate con quel caro amico che abbiamo perso di vista in questi mesi?
  3. Donazione ad un ente benefico. Perché non usare i soldi per fare del bene? Sicuramente l’altra persona ne sarà davvero felice.
  4. Una scelta ecologica. Se il fare regali ci preoccupa – non solo dal punto di vista economico – ma anche ecologico, le soluzioni sono molteplici. Si potrebbe, per esempio, creare qualcosa con le nostre mani (dei biscotti, delle decorazioni), acquistare da una piccola attività che si impegna ad avere un minor impatto ambientale possibile, regalare un’esperienza piuttosto che un oggetto materiale, oppure non acquistare proprio nulla e vivere il Natale in modo più consapevole.

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